La Next Gen batte un colpo ma il dominio di Alcaraz e Sinner rimane solido: i dettagli
Va in archivio una settimana tennistica che offre più di uno spunto di riflessione.

Non accade dal Masters 1000 di Madrid 2024 che un torneo con Carlos Alcaraz e Jannik Sinner entrambi al via non venga vinto da un terzo incomodo (Andrey Rublev), ma all’ATP 500 di Doha conclusosi sabato 21 febbraio c’è comunque stata una mezza sorpresa con la finale che non ha messo di fronte i due tennisti più forti del pianeta.
Alcaraz fa paura: il trionfo a Doha è anche un segnale lanciato a Sinner
La Next Gen può dar fastidio ad Alcaraz e Sinner?
In effetti, il campione altoatesino è stato fermato ai quarti di finale dal 20enne Jakub Mensik con il punteggio di 7-6 2-6 6-3, prima sconfitta contro un esponente di spicco della Next Gen per il nostro connazionale.
Il torneo l’ha comunque vinto il 22enne murciano che ha travolto Arthur Fils per 6-2 6-1, rimettendo così le gerarchie a posto, ma ci si chiede comunque se all’era dominata dallo spagnolo e dall’azzurro si possa aggiungere un terzo fenomeno come accaduto a Roger Federer e Rafa Nadal con Novak Djokovic.
I tre principali candidati tra le nuove leve sono Joao Fonseca, Jakub Mensik e Learner Tien: a livello di gioco, il 19enne brasiliano è l’indiziato principale a patto, però, che riesca a costruirsi un fisico in grado di supportarlo, aspetto non banale considerati i problemi alla schiena accusati in quest’ultimo periodo.
Mensik ci sembra, invece, un giocatore più da grandi exploit, come accaduto al Masters 1000 di Miami nella scorsa stagione, ma il fisico possente rende complicato vincere sette partite consecutive al meglio dei cinque set come richiesto negli Slam.
In ultimo, c’è probabilmente il giocatore più solido, ma anche con meno talento tennistico, tra i giovani e, non è a caso, è il pupillo di Michael Chang che lo sta costruendo a sua immagine e somiglianza: un Major come quello vinto nel 1989 dall’allenatore di Tien potrebbe essere alla portata del 20enne californiano.
Tutto ciò premesso, la sensazione è che il dominio di Alcaraz e Sinner non corra grandi pericoli, almeno nel breve termine, con il n. 3 della classifica ATP che, non a caso, è ancora l’eterno Novak Djokovic.