Lautaro Martinez, Inter

Lautaro Martinez, contro la Juve c’è un tabù da sfatare

Capocannoniere della Serie A con 14 gol, il Toro non è però ancora riuscito a segnare nei big match. Quando il livello degli avversari si alza il capitano nerazzurro fatica a incidere
Vincenzo Lo Presti
Lautaro Martinez, Inter

Capocannoniere della Serie A con 14 gol, il Toro non è però ancora riuscito a segnare nei big match. Quando il livello degli avversari si alza il capitano nerazzurro fatica a incidere

Lautaro Martinez, Inter
Lautaro Martinez, Inter

Con la rete al Mapei Stadium nel 5-0 al Sassuolo Lautaro Martinez ha agganciato Roberto Boninsegna a quota 171 al terzo posto della classifica marcatori all time dell’Inter. Il Toro ha riscritto la Storia dei nerazzurri a suon di gol, ma quando si parla di lui si sottolinea sempre un aspetto: il “tabù contro le grandi”. Non è infatti un caso che il numero 10, nonostante abbia messo a referto già 14 centri (ben sei in più di Pulisic, Douvikas, Hojlund, Yildiz e Nico Paz), dominando la classifica marcatori, non ha ancora impresso la propria firma in un big match.

Lautaro e la difficoltà a incidere nei big match

Quando il livello si alza e l’avversario è una big di Serie A o d’Europa, il suo rendimento finisce spesso sotto la lente d’ingrandimento. Straripante contro le medio-piccole, Lautaro Martinez fatica a incidere con la stessa frequenza nelle partite di cartello. In realtà il dato va contestualizzato. Nelle sfide ad alta intensità, con marcature più aggressive e meno spazi da attaccare, il Toro è chiamato a un lavoro diverso: pressioni, sponde, attacco alla profondità per liberare i compagni. Non sempre questo si traduce in gol, ma spesso incide nell’economia della gara. È vero però che nelle ultime stagioni, contro alcune rivali dirette per lo scudetto, il suo bottino realizzativo è stato meno continuo rispetto agli standard altissimi a cui ha abituato i suoi tifosi. Ed è proprio questa discontinuità ad alimentare il dibattito.

Il bilancio di Lautaro nelle sfide contro la Juve

La prossima tappa nerazzurra verso il titolo sarà contro la Juve, sabato 14 febbraio alle ore 20.45. Nella notte di San Valentino il classe ’97 ha l’opportunità di scrollarsi di dosso questa nomea e portare al trionfo l’Inter per dare un segnale forte in ottica scudetto. Nei 21 precedenti contro la Signora con lui in campo la Benamata ha raccolto sei vittorie, altrettanti pareggi e ben nove sconfitte. Il suo score personale, invece, è di sole quattro marcature. La prima arrivò su rigore nel ko per 2-1 al Meazza in campionato il 6 ottobre 2019. Stesso scenario e identico epilogo nella semifinale d’andata di Coppa Italia 2021, giocata però a porte chiude a causa delle restrizioni per la pandemia, quando la doppietta di Cristiano Ronaldo ribaltò il suo gol in apertura. Il 12 gennaio 2022, invece, sempre dal dischetto ristabilì l’equilibrio dopo la rete di McKennie nella finale di Supercoppa italiana vinta poi dai ragazzi di Simone Inzaghi con il gol di Sanchez al 121’. L’unico sigillo nella Torino bianconera è anche il più recente e arrivò il 26 novembre 2023, quando una sua zampata pareggiò i conti dopo il momentaneo vantaggio dei padroni di casa siglato da Dusan Vlahovic. Si sa, il Derby d’Italia è una sfida che pesa, che spesso decide stagioni e che inevitabilmente misura lo status di un attaccante. Contro i bianconeri, Lautaro ha vissuto serate molto diverse tra loro: partite di sacrificio, duelli ruvidi con i centrali juventini e qualche lampo decisivo.

Lautaro a caccia di riscatto contro la Juve

Un altro aspetto chiave è la gestione emotiva. La sfida contro la Juve è sempre una partita nervosa, fatta di contatti e provocazioni. Lautaro, attaccante passionale, ha imparato negli anni a controllare meglio l’istinto, ma resta un fattore determinante: quando riesce a trasformare l’energia in lucidità sotto porta, può rompere qualsiasi tabù. In definitiva, più che un vero limite tecnico, quello contro le big – Juve compresa – sembra un tema di continuità e contesto tattico. E proprio nelle partite che contano di più, Lautaro ha l’occasione di riscrivere la narrativa: perché i grandi attaccanti, alla fine, vengono giudicati soprattutto per ciò che fanno nelle notti più pesanti.

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