L’intuizione di Allegri funziona: De Bruyne regista trasforma il Napoli
La partita contro il Bodo/Glimt ha trasformato la teoria in realtà, spazzando via le perplessità espresse a gesti dallo stesso Kevin De Bruyne nel corso della sfida col Villarreal. L’idea di Massimiliano Allegri di arretrare il belga in cabina di regia si è rivelata vincente: dalla nuova zolla di campo, il classe ’91 ha illuminato il gioco azzurro con verticalizzazioni millimetriche, confermando le parole del tecnico sul suo potenziale divertimento nel ruolo. In vista del rientro di Lobotka, il Napoli si prepara a disegnare un 4-3-3 a rombo a centrocampo, con i due interpreti a smezzarsi i compiti di costruzione per concedere a KDB il tempo di lettura necessario a sprigionare la sua visione di gioco e liberare al contempo gli inserimenti di McTominay.
De Bruyne per disinnescare la gabbia di De Roon
Questa collocazione tattica rischia di creare un cortocircuito nella Roma di Gasperini, solita adottare un’aggressiva marcatura a uomo su tutto il campo. Se schierato da mezz’ala o trequartista, De Bruyne finirebbe inevitabilmente nella morsa difensiva di un interditore di ruolo come De Roon: partendo invece 10-15 metri più indietro, il belga uscirebbe dal raggio d’azione dell’olandese per entrare nella zona di competenza di uno dei trequartisti giallorossi (probabilmente Soulé). Arretrare il raggio d’azione del fuoriclasse ex City permetterebbe così al Napoli di eludere il primo pressing e trovare la ‘luce’ giusta per verticalizzare.