Mbappé, settimana da incubo: dal rosso alla retrocessione

Una settimana da cancellare per Kylian Mbappé, costretto a fare i conti con i risultati del Real Madrid e non solo
Niccolò Di Leo

Una settimana da cancellare per Kylian Mbappé, costretto a fare i conti con i risultati del Real Madrid e non solo

Si era presentato a Madrid come l’erede di Cristiano Ronaldo. Nella conferenza tenuta davanti ai tifosi al Santiago Bernabeu lo aveva perfino emulato, incitando la folla. La prima stagione di Kylian Mbappé al Real Madrid, però, è stata al di sotto di ogni aspettativa. Un solo trofeo conquistato, la Supercoppa Europa contro l’Atalanta, poi il nulla. Fuori dalla Coppa del Re, sconfitto in finale dal Barcellona in Supercoppa di Spagna, con quattro punti di ritardo in campionato rispetto agli stessi blaugrana, lanciatissimi verso la vittoria del titolo e ora anche fuori dalla Champions League. L’arrivo di Mbappé è coinciso con un anno storicamente particolare per i Blancos, un anno in cui probabilmente bisognerà chiudere alcune parentesi e aprire un ciclo nuovo che, a meno di sorprese, non dovrebbe avere più Ancelotti come guida e come mentore.

Un espulsione per cominciare

L’eliminazione dalla Champions causata dall’Arsenal, vincente 3-0 a Londra e 2-1 a Madrid, è stato l’apice di una settimana da incubo per Kylian Mbappé, che ha però inizio alcuni giorni prima. Esattamente comincia domenica 13 aprile. Al Mendizorrotza si gioca la partita tra il Deportivo Alaves e il Real Madrid, con gli uomini in camiseta blanca avanti con una rete di Edu Camavinga al 34’. La strada sembra in discesa, fino a quando con un intervento durissimo Mbappé non pone fine anticipatamente al suo match, lasciando i Blancos in inferiorità numerica a circa un’ora dal triplice fischio. Un cartellino rosso che non ha pesato, alla fine, sull’economia del match. Il Real ha vinto di misura e anche l’Alaves al 70’ è rimasto in dieci per l’espulsione di Manu Sanchez, pareggiando gli uomini in campo. Mbappé, però, sarà costretto a saltare anche il derby contro il Getafe, allungando ulteriormente una settimana di sofferenza.

Fuori dalla Champions

Come detto, l’apice è nel mezzo. Le ore che hanno anticipato la partita tra Real Madrid e Arsenal, ritorno dei quarti di finale di Champions League (dopo il 3-0 Gunners dell’andata), hanno vissuto una narrazione che spetta solo a club del calibro dei Galacticos. La rimonta sembrava quasi scontata. ‘Novanta minuti al Bernabeu sono molto lunghi’ è stato il mantra fino alle 21.00, ampiamente cavalcato dal club con contenuti social tra l’ironico e il provocatorio. E in effetti, così è stato. Novanta minuti al Bernabeu sono stati infiniti, ma non per l’Arsenal, piuttosto per Mbappé e i suoi compagni. Il talento francese era un pesce smarrito in un mare che non sembrava il suo. Confuso, impreciso è sempre stato preda di Kiwior e Saliba, i due squali della difesa dell’Arsenal. Lo hanno divorato per novanta lunghissimi minuti di sofferenza che, per ironia della sorte, si sono conclusi con il gol vittoria di Gabriel Martinelli a ridosso del triplice fischio.

Il Caen retrocesso

Una settimana da incubo, ma che ancora non si è conclusa. L’ultima drammatica notizia per Kylian Mbappé è arrivata dalla Francia. Nella giornata di ieri, venerdì 18 aprile, il suo Caen – squadra di cui è proprietario – ha perso per 0-3 in casa contro il Martigues, retrocedendo aritmeticamente in terza serie francese da ultimo in classifica. Un finale amaro di una stagione drammatica per il club francese che, in 31 giornate, aveva conquistato solamente 21 punti e si era allontanato di 10 dalla zona playout.

Niccolò Di Leo

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