Milinkovic-Savic e l’incredibile statistica sui rigori: ma c’è chi gli tiene testa
Il portiere serbo ha neutralizzato il penalty di Zaccagni nel match tra il suo Napoli e la Lazio confermandosi uno specialista

Nonostante la serata da dimenticare contro la Lazio, in casa Napoli c’è qualcuno che può almeno accennare un sorriso. Stiamo parlando di Vanja Milinkovic-Savic che sul punteggio già di 1-0 per gli ospiti – Matteo Cancellieri aveva stappato la lattina dopo appena sei giri di lancette – ha ipnotizzato Mattia Zaccagni dal dischetto confermandosi un para-rigori incredibile. L’episodio avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match ma gli azzurri hanno ormai staccato la spina e non sono stati in grado di reagire subendo il raddoppio di Toma Basic in avvio di ripresa.
Milinkovic-Savic, il re dei rigori in Europa
La grandezza del gesto si misura nei numeri. Come riporta Opta, nelle ultime cinque stagioni (dal 2021-22), nessun portiere nei maggiori cinque campionati europei ha parato più rigori di Milinkovic-Savic. Otto penalty neutralizzati, lo stesso record condiviso soltanto con David Soria, estremo difensore del Getafe. Un dato che lo proietta in una dimensione d’élite assoluta: non una casualità, non una serie di episodi favorevoli, ma una vera e propria specialità tecnica e mentale.
Il “segreti” di Milinkovic-Savic
La forza del portiere serbo non è solo nei riflessi, ma nella sua straordinaria capacità di leggere il momento. L’ex Toro appare sempre lucido, quasi imperturbabile, capace di attendere l’ultimo istante prima di scegliere il lato. È una gestione del tempo e della mente che mette in crisi chiunque si presenti dagli undici metri. A questo si aggiunge una struttura fisica imponente – con 202 cm è il portiere più alto della Serie A – che riduce gli spazi visivi del rigorista e amplifica la percezione di difficoltà. Il risultato è un mix raro: tecnica, psicologia e presenza scenica trasformano ogni rigore in una sfida sbilanciata. In un calcio sempre più equilibrato e analitico, dove i dettagli fanno la differenza, avere un portiere capace di neutralizzare con continuità i rigori è un vantaggio competitivo enorme. Il classe ’97 lo ha trasformato in una costante della sua carriera recente, diventando uno dei riferimenti assoluti in Europa nel fondamentale più crudele per un portiere. Otto rigori parati in cinque stagioni nei top campionati non sono solo un numero: sono la fotografia di un portiere che ha fatto del dischetto il suo territorio. E ogni volta che il pallone viene appoggiato su quella zolla, la sensazione è sempre la stessa: per chi calcia la porta diventa piccolissima.