Kimi Antonelli, Formula 1 (Getty Images)

Toto Wolff pazzo di Antonelli: “L’Italia non scelga tra lui e Ferrari”

Il team principali della Mercedes racconta il successo di Antonelli a Monza e difende la Ferrari: “È ancora in corsa per il titolo"
Iacopo Erba
Kimi Antonelli, Formula 1 (Getty Images)

Il team principali della Mercedes racconta il successo di Antonelli a Monza e difende la Ferrari: “È ancora in corsa per il titolo”

Kimi Antonelli, Formula 1 (Getty Images)
Kimi Antonelli, Formula 1 (Getty Images)

Non era scontato che una vittoria Mercedes potesse trasformare Monza in una festa condivisa. Eppure Kimi Antonelli ci è riuscito, cancellando con una rimonta clamorosa dalla diciannovesima posizione qualsiasi barriera tra il proprio pubblico e quello della Ferrari. È questo l’aspetto che più ha colpito Toto Wolff, al punto da spingerlo a leggere il successo del giovane italiano come qualcosa che va oltre il semplice risultato della domenica. “Erano tutti così felici – racconta alla Gazzetta dello Sport a pochi giorni dal successo straordinario del suo pupillo, Kimi Antonelli, autore di un’incredibile rimonta dalla diciannovesima alla prima posizione – urlavano tutto il tempo ‘Forza Ferrari’, ‘Forza Kimi’ e, quando mi incrociavano, ‘grande Toto!’ ”.

Una giornata speciale

.Per Antonelli, invece, il significato della vittoria è ancora più personale. Monza rappresentava una tappa speciale della sua carriera e il modo in cui è arrivata la vittoria ha reso il successo ancora più prezioso. “È stata una grande emozione, per tutti come squadra ma soprattutto per Kimi perché vincere a casa, per un pilota di Formula 1, è uno dei sogni più grandi. In più lui l’ha fatto con una rimonta eccezionale ed è stato applaudito tantissimo, anche dai tifosi della Ferrari. Con una gara perfetta si è regalato un ricordo che gli resterà tutta la vita”. Wolff insiste poi sull’immagine del podio e sulla reazione del pubblico. Non soltanto un applauso a un pilota italiano, ma la nascita di una convivenza possibile tra il tifo per la Scuderia e quello per un talento che rappresenta il futuro della Formula 1 italiana. “Vedere questa marea di tifosi saltare urlando il nome di Kimi sotto al podio è stato fantastico e mi ha fatto arrivare alla conclusione che i tifosi italiani non devono scegliere se stare con la Ferrari o con Antonelli, ma possono godere dei successi di entrambi. Kimi è un pilota giovane, brillante, che sta riportando nel suo Paese il sogno di avere un pilota vincente dopo settant’anni, e dall’altra parte c’è la Ferrari che è la Nazionale. È come se così gli italiani avessero una doppia occasione per vincere”.

Divertimento e tensione

La domenica di festa, tuttavia, non ha modificato le abitudini del pilota Mercedes. Anzi, il giorno dopo Antonelli è tornato al volante di un kart insieme al resto della squadra, confermando una passione che per Wolff rappresenta anche una delle chiavi della sua personalità.“È un ragazzo che ama correre e che sa che una giornata sui kart è il suo modo di rilassarsi e recuperare le energie, è sempre stato così. Ho visto tutto il team sorridere e divertirsi insieme e questa è la cosa più importante dopo un fine settimana impegnativo come quello che hanno avuto. Io non ero molto rilassato però, perché la nostra squadra ha un passato di incidenti in attività con il team fuori dai weekend di gara, quindi ho chiesto a Kimi di farmi sapere se era andato tutto bene a fine giornata”.

Ferrari, che succede?

Il secondo volto del weekend è quello della Ferrari, costretta a fare i conti con una gara di casa al di sotto delle aspettative. Wolff non nasconde le difficoltà della Rossa, ma prova anche a contestualizzarle: correre a Monza significa affrontare una pressione che coinvolge l’intera struttura, dentro e fuori dalla pista. “Quando si corre in casa è tutto estremamente complicato, perché la pressione è alle stelle, in pista ma anche fuori: tifosi, sponsor, azionisti presenti, eventi da gestire… poi si arriva alla domenica con questa marea rossa che aspetta un successo e il peso di una delusione, dopo un fine settimana difficile come quello che hanno avuto, non è facile da mandare giù. Parlo per esperienza perché anche Mercedes in passato ha avuto delle gare molto difficili a casa, come ad Hockenheim quando nel 2019 celebrammo il 125º anniversario della casa e le cose andarono terribilmente. Se sono ancora in corsa? Certo, le cose possono cambiare molto velocemente”. La gestione di Hamilton e Leclerc è infine un capitolo a parte. Il confronto con quanto fatto dalla Mercedes è inevitabile, ma Wolff respinge l’idea che a Monza ci sia stata una dimostrazione definitiva di quale sia il metodo migliore per gestire due piloti.“Ora, dopo quello che è successo a Monza, la gente dice: ‘Ah dovevano gestire Hamilton e Leclerc meglio, la Mercedes è stata più brava’ ma non è così, perché anche noi potevamo trovarci in una situazione simile a tre giri dalla fine della gara con i nostri piloti. Se Kimi fosse rimasto bloccato in ghiaia, dopo il tentativo di sorpasso su Russell, oggi staremmo parlando di una storia molto diversa. Trovare il giusto equilibrio è davvero difficile perché vuoi avere in macchina un leone che non ceda di un millimetro, ma allo stesso tempo vuoi che questi ragazzi siano anche in grado di pensare al team”.

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