Disastro Italia, nessuna squadra in semifinale nelle tre coppe europee: da quando non accadeva

Dopo le eliminazioni di Napoli, Juve, Atalanta e Inter dalla Champions e della Roma in Europa League, anche Bologna e Fiorentina hanno abbandonato il sogno
Vincenzo Lo Presti

Dopo le eliminazioni di Napoli, Juve, Atalanta e Inter dalla Champions e della Roma in Europa League, anche Bologna e Fiorentina hanno abbandonato il sogno

Il calcio italiano vive uno dei momenti più difficili degli ultimi anni sul piano internazionale. Con l’eliminazione del Bologna ai quarti dell’Europa League contro l’Aston Villa e della Fiorentina in Conference contro il Crystal Palace, la Serie A resta senza squadre nelle semifinali delle tre principali competizioni europee. Un dato che pesa, non solo dal punto di vista sportivo ma anche simbolico, e che certifica un passo indietro rispetto ai progressi mostrati nelle stagioni più recenti. L’assenza totale nelle fasi finali di Champions League, Europa League e Conference League rappresenta infatti una brusca frenata per il movimento, che negli ultimi anni aveva ritrovato competitività e credibilità in ambito UEFA.

Italia fuori dall’Europa: un dato che riporta indietro nel tempo

Per ritrovare una stagione senza club italiani nelle semifinali delle coppe europee bisogna tornare al 2018-19. All’epoca, però, il quadro era diverso: la Conference League non esisteva ancora e le competizioni erano soltanto due. Oggi, con tre tornei a disposizione, l’assenza diventa ancora più significativa. Se si considera infatti un contesto analogo a quello attuale, con tre competizioni UEFA, il precedente è addirittura datato 1986-87. Un’epoca completamente diversa, lontanissima dall’attuale struttura del calcio europeo. Questo rende il dato ancora più pesante, perché sottolinea quanto sia raro – e preoccupante – un blackout così totale per il calcio italiano. Negli ultimi anni, la Serie A aveva mostrato segnali di crescita importanti: finali europee raggiunte, piazzamenti di rilievo e una ritrovata competitività anche contro le grandi potenze continentali. Proprio per questo, il crollo attuale assume i contorni di una vera e propria battuta d’arresto.

Le cause: tra limiti strutturali e calo delle big

Le ragioni di questo fallimento sono molteplici. Da un lato, pesa il rendimento altalenante delle squadre italiane, spesso incapaci di mantenere continuità tra campionato e coppe. Dall’altro, emergono ancora limiti strutturali rispetto ai top club europei, soprattutto in termini di profondità delle rose e capacità di investimento. Le eliminazioni, come ad esempio quella del Napoli addirittura nel maxi girone di Champions League e di Juve e Inter ai playoff conto avversari modesti come Galatasaray e Bodø/Glimt, sottolineano che non si tratta soltanto di un gap economico ma anche di gestione dei momenti chiave delle partite. Errori individuali, cali di concentrazione e difficoltà nel reggere la pressione internazionale hanno avuto un ruolo determinante. Anche il calendario fitto e l’equilibrio della Serie A possono aver inciso, togliendo energie preziose nel momento decisivo della stagione. Tuttavia, questo non basta a giustificare un risultato così negativo su scala complessiva.

Quali conseguenze per la Serie A

L’assenza dalle semifinali europee avrà ripercussioni importanti anche sul ranking UEFA, fondamentale per garantire posti nelle competizioni future. Dopo anni di risalita, l’Italia perderà terreno nei confronti degli altri campionati più competitivi. Ma al di là dei numeri, il dato impone una riflessione più ampia: il calcio italiano deve interrogarsi sulla propria capacità di restare competitivo ai massimi livelli, investendo non solo sui talenti ma anche su infrastrutture, organizzazione e progettualità a lungo termine. Questa stagione potrebbe rappresentare un punto di svolta, una sorta di anno zero: un campanello d’allarme da non ignorare, ma anche un’opportunità per ripartire con maggiore consapevolezza. Perché tornare protagonisti in Europa non è solo una questione di prestigio, ma una necessità per tutto il sistema calcistico italiano.

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