Monza

Il Monza è in Serie B: cronaca di un disastro annunciato

L'umiliante sconfitta casalinga contro l'Atalanta ha sancito dopo due stagioni la retrocessione automatica di un Monza disastroso
Iacopo Erba

L’umiliante sconfitta casalinga contro l’Atalanta ha sancito dopo due stagioni la retrocessione automatica di un Monza disastroso

Monza

Mancava soltanto la matematica, adesso è arrivata anche quella: il Monza, dopo soltanto due stagioni, è aritmeticamente retrocesso in Serie B. Un epilogo tanto scontato quanto inevitabile, frutto di un ridimensionamento in ogni aspetto che ha sancito il ritorno nel campionato cadetto di una squadra che fino alla morte del presidente Berlusconi sembrava potersi affermare come una delle realtà emergenti del nostro campionato, tra scelte azzeccate sul mercato e giovani promettenti da far crescere e sviluppare. Tutto questo ora si è trasformato in un triste cumulo di macerie, dal quale ricostruire sarà difficilissimo.

Sensazioni scoraggianti

A sancire l’aritmetica retrocessione del club brianzolo è stato un ko rovinoso interno per 0-4 contro l’Atalanta, nell’ennesima occasione in cui il club lombardo ha smesso di combattere di fatto ancora prima di scendere in campo. D’altronde, mister Alessandro Nesta in conferenza stampa si era concentrato su tutto fuorché su un incontro inutile, dato che neppure la dignità tanto decantata nelle scorse settimane è bastata per infondere un minimo di orgoglio e amor proprio in un gruppo ormai depresso e disilluso, a causa anche delle scelte societarie che ad altro non potevano lasciar presagire se non a una triste presa di coscienza dell’impossibilità di mantenere la categoria.

Mercato al ribasso

A gennaio il lavoro del direttore generale Adriano Galliani era somigliato molto a un totale repulisti: via i pochi che potevano ancora valere qualcosa (su tutti Daniel Maldini) o che non avevano voglia di annaspare a fondo classifica senza i mezzi per dire la propria (Djuric). Oltre a questo, alcuni infortuni di lungo corso come quello di capitan Pessina hanno reso il tutto ancor più difficile e i nuovi innesti non sono mai sembrati davvero all’altezza. Per Keita un lampo a San Siro e nulla più, Castrovillari ah confermato di essere ormai un giocatore disperso. Senza contare gli altri, giocatori con ben poco da raccontare. Ora, nel trascinarsi fino a fine anno, il Monza dovrà solo evitare di essere la peggior squadra della storia del massimo campionato a girone unico: ai tifosi, se non altro, sarebbe dovuto per lo meno il contentino di non essere ricordati nel modo peggiore possibile.

Iacopo Erba

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