Juve, l’attacco tradisce Spalletti: il vuoto di potere nell’area bianconera

La Juventus si scopre "spuntata" proprio nel momento decisivo. Tra il flop degli acquisti estivi e le assenze pesanti, la manovra di Spalletti sbatte contro i limiti tecnici dei singoli
Giordano Grassi

Il verdetto del campo è impietoso: la Juventus ha smarrito la via della rete e, con essa, la capacità di intimidire le grandi del campionato. Luciano Spalletti, pur confermandosi un sarto d’eccellenza capace di dare una forma moderna alla manovra, si ritrova ora a gestire una rosa qualitativamente inferiore non solo alle tre sorelle Inter, Milan e Napoli, ma anche a un’Atalanta che oggi vanta riserve decisamente più incisive. Il gioco fluido del tecnico di Certaldo non basta più a nascondere una verità nuda: mancano i gol e, soprattutto, mancano i giocatori in grado di segnarli.

Juve, rebus David e calvario Openda

La crisi offensiva ha nomi e cognomi precisi. Jonathan David, pur mettendoci volontà e chilometri, finisce spesso per perdersi lontano dalla zona calda, risultando un centravanti di manovra che però raramente spaventa le difese avversarie. Ancor più critico è il caso di Lois Openda: il belga, su cui incombe un obbligo di riscatto per un affare complessiva da oltre 40 milioni di euro, sembra prigioniero di un’apatia tecnica preoccupante. L’errore clamoroso allo scadere contro l’Atalanta è solo l’ultimo atto di un rendimento che sta mettendo a dura prova la pazienza dell’ambiente. Spalletti ha provato di tutto — dai richiami motivazionali ai cambi tattici — ma al momento l’attaccante ex Lipsia resta un corpo estraneo che pesa enormemente sul bilancio e sul campo.

Juve, senza Vlahovic e Yildiz manca la scintilla

In questo scenario di “torpore” offensivo, il peso delle assenze diventa insostenibile. La Juve oggi vive nel rimpianto di Dusan Vlahovic: il serbo, pur con i suoi spigoli, resta l’unico terminale capace di dare un senso alla mole di gioco prodotta. Parallelamente, l’infortunio di Kenan Yildiz ha privato la squadra dell’unico elemento in grado di saltare l’uomo con cattiveria agonistica, lasciando a Francisco Conceição l’onere di una fantasia che però sbatte troppo spesso sui pali (già quattro in stagione) e mai in fondo al sacco. Senza il rientro immediato dei suoi leader e con una media gol da squadra di metà classifica, l’obiettivo Champions League rischia di sfumare, compromettendo la possibilità di regalare a Spalletti, la prossima estate, quel centravanti di peso indispensabile per tornare a vincere.

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