Clement Turpin, arbitro francese

L’Italia ritrova Turpin: c’è un precedente da dimenticare

L’arbitro francese dirigerà la finale playoff per i Mondiali 2026 contro la Bosnia. C’era lui quattro anni fa quando gli azzurri di Roberto Mancini vennero eliminati a Palermo dalla Macedonia del Nord
Vincenzo Lo Presti
Clement Turpin, arbitro francese che dirigerà la finale dei playoff Mondiali tra Bosnia e Italia (Getty Images)

L’arbitro francese dirigerà la finale playoff per i Mondiali 2026 contro la Bosnia. C’era lui quattro anni fa quando gli azzurri di Roberto Mancini vennero eliminati a Palermo dalla Macedonia del Nord

Clement Turpin, arbitro francese
Clement Turpin, arbitro francese che dirigerà la finale dei playoff Mondiali tra Bosnia e Italia (Getty Images)

Martedì 31 marzo alle 20:45, a Zenica, l’Italia si gioca molto più di una semplice partita: in palio c’è l’accesso al Mondiale 2026. A dirigere la delicatissima finale playoff contro la Bosnia sarà il francese Clement Turpin, uno degli arbitri più esperti del panorama europeo. Una designazione importante, ma che per gli azzurri riporta inevitabilmente alla mente ricordi tutt’altro che felici.

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Turpin arbitro di Bosnia-Italia: una designazione che pesa

La scelta di affidare una gara così decisiva a fischietto classe ’82 conferma la volontà della UEFA di puntare su un direttore di gara di assoluto livello internazionale. Il fischietto francese, infatti, è abituato a gestire partite ad altissima tensione, tra Champions League, Europei e grandi sfide internazionali. La sua presenza dovrebbe garantire equilibrio e autorevolezza in un contesto che si preannuncia caldissimo, sia per l’importanza della posta in palio sia per l’ambiente di Zenica, storicamente ostico per le squadre ospiti. Tuttavia, per l’Italia, il nome di Turpin riporta alla mente una serata nefasta.

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Italia-Macedonia del Nord 2022: il precedente amaro con Turpin

Il ricordo torna inevitabilmente al 24 marzo 2022, quando l’Italia di Roberto Mancini affrontò la Macedonia del Nord nella semifinale playoff per i Mondiali in Qatar. Quella sera, allo stadio Renzo Barbera di Palermo, gli azzurri dominarono il gioco senza però riuscire a concretizzare. Poi, nei minuti di recupero, arrivò la beffa: il gol di Trajkovski sancì l’1-0 per i macedoni e una delle eliminazioni più dolorose della storia recente della Nazionale. Un ko che costò all’Italia la seconda esclusione consecutiva da un Mondiale dopo quella del 2018 arrivata all’ultimo atto contro la Svezia. Un trauma sportivo ancora vivo nella memoria collettiva, che rende questo “ritorno” di Turpin inevitabilmente carico di significati simbolici, pur senza alcuna responsabilità diretta del direttore di gara.

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Turpin e l’Italia: tra esperienza e voglia di riscatto

Al di là delle suggestioni, l’Italia sa bene che contro la Bosnia di Sergej Barbarez il destino passerà soprattutto dai propri piedi. Turpin, arbitro internazionale dal 2010, rappresenta una figura di garanzia, non certo un fattore decisivo in senso negativo. Semmai, il precedente del 2022 può trasformarsi in uno stimolo ulteriore: chiudere i conti con il passato, lasciarsi alle spalle i fantasmi e dimostrare di essere maturati. Perché questa volta non ci sarà spazio per rimpianti. Con o senza precedenti scomodi, con o senza ricordi amari, l’Italia ha un solo obiettivo: tornare al Mondiale. E farlo senza più voltarsi indietro. 

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