Calciomercato Juve, Dibu Martinez per la porta: la carriera, grandi parate e provocazioni
Provocazioni e parate importanti, è il giusto mix che ha convinto la Juve di voler in organico uno come il Dibu Martinez

La Juventus ha virato sul Dibu Martinez per la porta, Spalletti lo vorrebbe nell’organico. È il profilo giusto per la squadra e non solo per le doti tecniche e le skills che lo rendono tra i migliori, la personalità è un’altra sua spiccata caratteristica su cui ha veramente pochissimi rivali. Leadership da vendere e l’esperienza non manca.
Dibu Martinez, le provocazioni rimaste nella storia
Il Dibu Martinez ha sempre fatto parlare di sé e non solo per le sue parate incredibili. Non si cura molto del parere altrui, prosegue dritto per la sua strada talvolta facendo anche qualche gesto folle. È il “re” delle provocazioni come l’esultanza in occasione del trionfo in Copa America quando corse per il campo portandosi il trofeo all’altezza delle parti basse. Lo ha ripetuto anche nel 2022, col guanto d’oro ottenuto per essere stato il miglior portiere dei Mondiali. “Con me l’arroganza non funziona – ha spiegato – l’ho fatto perché i francesi mi stavano fischiando”.
Dibu Martinez, i primi anni in Inghilterra e la svolta dopo l’incontro con Mandinha
La sua carriera inizia da giovanissimo quando si trasferisce in Inghilterra e a notarlo è l’Arsenal. I primi tempi sono tutt’altro che facili perché i Gunners lo mandano in giro a fare esperienza con vari prestiti. La svolta arriva con l’incontro di Mandinha, la figlia del proprietario di un ristorante in cui l’argentino mangiava spesso, che diventerà sua moglie. “Non credo che avrei resistito o sarei arrivato dove sono qui in Inghilterra, se non fosse stato per lei” ha detto in un’intervista parlando di lei. Col tempo Martinez realizza anche il sogno Nazionale, nel 2021 col Covid arriva la convocazione. Due sue compagni di squadra sono positivi al Covid e viene chiamato in causa per difendere la porta. Protagonista nella lotteria dei rigori, tre parati su cinque anche con la tecnica delle provocazioni per distogliere l’avversario. L’Albiceleste poi vinse col Brasile riportando il trofeo a casa dopo 28 anni.