De Ketelaere brilla ai Mondiali 2026: dopo l’Atalanta si prende anche il Belgio
Nel 4-1 con cui i Diavoli Rossi hanno eliminato i padroni di casa degli Stati Uniti agli ottavi l’attaccante ha segnato una doppietta e fornito ad Hans Vanaken l’assist per il momentaneo 3-1

Charles De Ketelaere si è preso il Belgio nel momento più importante. L’attaccante classe 2001 è stato il grande protagonista della vittoria per 4-1 contro gli Stati Uniti negli ottavi di finale dei Mondiali 2026, firmando una doppietta e aggiungendo anche l’assist per il momentaneo 3-1 di Hans Vanaken. Una prestazione da leader tecnico che ha trascinato i Diavoli Rossi ai quarti di finale, dove ad attenderli ci sarà la Spagna. Per lui si tratta di una consacrazione internazionale dopo un percorso che negli ultimi anni lo ha visto cambiare volto. Dal talento ancora alla ricerca della propria dimensione al Milan, fino al giocatore decisivo visto con la maglia dell’Atalanta e ora protagonista anche con la Nazionale. Il Mondiale americano sta diventando il palcoscenico ideale per mostrare definitivamente tutto il suo potenziale. La prestazione di Seattle rappresenta uno dei punti più alti della sua carriera internazionale, non solo per i numeri, ma per il modo in cui il giocatore ha interpretato la partita: sempre coinvolto nella manovra, capace di muoversi tra le linee e di trasformare in pericolo ogni pallone giocato nella trequarti offensiva.
Dal Milan all’Atalanta: la crescita di De Ketelaere fino alla consacrazione mondiale
Il percorso di Charles De Ketelaere non è stato lineare. Arrivato al Milan nell’estate 2022 dal Brugge come uno dei giovani più attesi del calcio europeo, il belga ha vissuto una prima stagione complicata, con difficoltà nell’adattamento alla Serie A e un rendimento lontano dalle aspettative. La svolta è arrivata con il trasferimento all’Atalanta, dove ha trovato un ambiente ideale per esprimere le proprie qualità. A Bergamo ha ritrovato fiducia, continuità e una posizione tattica più adatta alle sue caratteristiche. La Dea gli ha permesso di valorizzare tecnica, visione di gioco e capacità di attaccare gli spazi, trasformandolo in un giocatore più completo e concreto sotto porta. L’esperienza nerazzurra è stata fondamentale anche per il Belgio: la Nazionale ha infatti trovato un elemento in grado di unire qualità e fisicità, caratteristiche preziose in una squadra che sta vivendo una fase di rinnovamento. De Ketelaere oggi non è più soltanto una promessa: è diventato una delle principali risorse offensive dei Diavoli Rossi.
De Ketelaere protagonista del nuovo Belgio
Il successo contro gli Stati Uniti ha certificato il ruolo centrale del calciatore nel nuovo progetto belga. La squadra ha superato un avversario sostenuto dal pubblico di casa mostrando maturità e capacità di colpire nei momenti decisivi. Il prossimo ostacolo sarà però di livello superiore: la Spagna, una delle nazionali più attrezzate del torneo. Per De Ketelaere sarà un nuovo esame di maturità: dopo aver lasciato il segno contro una squadra fisica e intensa come gli Stati Uniti, dovrà confrontarsi con una formazione che punta molto sul possesso palla e sulla qualità tecnica. La sua capacità di trovare spazi tra le linee e di creare superiorità offensiva potrebbe diventare una delle chiavi della sfida. Il Belgio arriva ai quarti con la consapevolezza di avere finalmente un nuovo protagonista. Per anni la Nazionale ha ruotato attorno ai suoi grandi veterani, da Kevin De Bruyne a Lukaku, passando per Courtois e Hazard. Ora il volto della nuova generazione potrebbe essere proprio quello di Charles De Ketelaere.
De Ketelaere, i Mondiali 2026 e il valore ritrovato dopo l’Atalanta
La doppietta agli Stati Uniti rappresenta molto più di una semplice serata positiva. È la conferma di una crescita iniziata a Bergamo e arrivata fino al palcoscenico più importante del calcio mondiale. De Ketelaere ha trasformato il talento in rendimento, il potenziale in risultati. Dopo le difficoltà iniziali in Italia, il belga ha dimostrato di aver trovato la propria dimensione. L’Atalanta gli ha restituito sicurezza, il Belgio gli ha consegnato responsabilità ancora maggiori: il Mondiale 2026 potrebbe essere il torneo della sua definitiva consacrazione. Ora l’obiettivo è continuare a stupire.