Juventus, la notte del riscatto di David: gol, assist e pace con Spalletti
Il confine tra il fallimento e la rinascita, nel calcio, è spesso sottile quanto la linea di porta. Lo sa bene Jonathan David, finito sul banco degli imputati dopo il rigore fallito con troppa sufficienza contro il Lecce nello scorso weekend. Quello “scavetto” neutralizzato da Falcone sembrava aver segnato il punto di non ritorno della sua avventura bianconera, tra i fischi dello Stadium e le voci di mercato. Tuttavia, nel turno dell’Epifania contro il Sassuolo, l’attaccante canadese ha saputo voltare pagina: prima ha servito l’assist per il raddoppio di Fabio Miretti (al ritorno da titolare dopo due anni), poi ha approfittato di un clamoroso errore difensivo di Jay Idzes per siglare il gol del 3-0, superando Muric con una freddezza che non mostrava dalla prima giornata di campionato.
Il fattore Spalletti e l’abbraccio della svolta
Gran parte del merito di questa rinascita va attribuita a Luciano Spalletti. Nonostante le critiche piovute sul secondo acquisto più costoso della rosa dopo Vlahovic, il tecnico toscano ha scelto di confermarlo dal primo minuto, scommettendo sulla sua voglia di rivalsa. L’esultanza di David dopo il gol, condivisa proprio con l’allenatore sotto la panchina, ha il sapore di un patto siglato per il futuro. “L’esultanza di Spalletti? È stata una cosa bella, l’ho davvero apprezzata”, ha dichiarato il canadese a fine gara. Per la Juventus, ritrovare un David ispirato non è solo una questione economica, ma un asset tecnico fondamentale per blindare il quarto posto e dare solidità a una squadra che oggi appare finalmente centrata e sicura dei propri mezzi.
Oltre il gol: una prestazione da leader
Al di là della rete e del passaggio vincente, è stato l’atteggiamento complessivo di David a convincere i tifosi emiliani e i numerosi sostenitori bianconeri al seguito. Dopo il triplo vantaggio, l’ex punta del Lille ha iniziato a orchestrare la manovra con passaggi illuminanti, sfiorando persino la doppietta personale prima di lasciare il posto a Lois Openda a un quarto d’ora dalla fine. Le sue parole nel post-partita riflettono una nuova maturità: “Il rigore con il Lecce mi ha fatto male perché volevo che la squadra vincesse; oggi era fondamentale tornare sul percorso giusto”. Se questa sia la vera svolta della sua stagione lo diranno solo le prossime partite, ma la notte di Reggio Emilia ha restituito alla Juventus un giocatore capace di fare la differenza.