Antonio Arena, Getty Images

La favola di Arena: un minuto per entrare nella storia della Roma

Iacopo Erba
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Sedici anni, un gol all’esordio in Coppa Italia e un percorso incredibile: il mondo scopre il nuovo talento giallorosso

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Alcuni debutti sembrano seguire un copione già scritto. E non uno qualsiasi, ma da film di autore degno di un Oscar. Antonio Arena, 16 anni appena compiuti, ha avuto bisogno di pochissimi istanti per trasformare la prima volta con la Roma nel momento più indimenticabile della sua finora brevissima carriera. In campo da poco, primo pallone utile, assist di Wesley e colpo di testa pulito, da numero nove navigato, a scavalcare peraltro un difensore esperto e imponente fisicamente come Maripan. L’Olimpico si alza in piedi mentre il 2-2 che rimette in equilibrio la sfida di Coppa Italia porta il suo nome. Emozionato prima di entrare, freddo davanti alla porta, Arena diventa il primo classe 2009 a segnare nei cinque maggiori campionati europei. E poco importano le altre occasioni mancate e l’eliminazione dei giallorossi: quella fa male nell’immediato, ma il gol resta impresso.

Quella fiducia di Baldini

Il suo ingresso nel calcio professionistico d’altronde non nasce per caso. Qualche mese prima, con la maglia del Pescara, Arena aveva già anticipato il futuro segnando in Serie C e riscrivendo un record di precocità: 16 anni e 25 giorni, meglio di chiunque prima di lui. Alla base c’è l’intuizione di Silvio Baldini, oggi alla guida dell’Italia Under 21, che lo individua lontano dai riflettori. Un ragazzo arrivato dall’Australia, italiano incerto e una maturità costruita in fretta, dopo aver lasciato casa giovanissimo. Baldini ne comprende subito il potenziale, lo aggrega ai grandi e lo lancia senza esitazioni, ricevendo in cambio risposte immediate. E dal, il grande passo verso una realtà di primissimo livello.

Blitz giallorosso

La Roma crede nelle sue qualità e decide di puntare forte su di lui in estate, assicurandoselo dal Pescara e inserendolo in Primavera nonostante sia a conti fatti sotto età. Arena ripaga con rendimento e continuità: titolare fisso, prestazioni convincenti anche nelle amichevoli sotto lo sguardo attento di Gian Piero Gasperini e un impatto decisivo al rientro dal Mondiale Under 17, con tre gol in tre gare. Sembra perciò chiaro che la rete contro il Torino non è un lampo isolato, ma un passaggio naturale di un percorso in rapida ascesa. Struttura fisica, senso del gol e una sobrietà che colpisce quanto i suoi numeri: Arena non fa proclami e complici i tantissimi infortuni della Roma in attacco timbra subito il cartellino. E a sedici anni, nel calcio che conta, è già un segnale forte.

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