Leao trascina il Milan a Cagliari: per Rafa inizia l’anno della svolta
Rientrato dall’infortunio, il portoghese ha firmato il successo dei rossoneri alla Domus Arena

Il 2026 di Rafa Leao non poteva iniziare meglio: rientrato dall’infortunio che lo aveva tenuto ai box contro il Verona, il portoghese è subito risultato decisivo firmando la vittoria del Milan alla Domus Arena contro il Cagliari. Una zampata in avvio di ripresa che ha permesso a Massimiliano Allegri di balzare momentaneamente in vetta alla classifica. Un messaggio chiaro che suona come un monito per il nuovo anno: deve essere quello della definitiva consacrazione per il numero 10 del Diavolo.
Il Milan chiede continuità a Leao
Leao resta il volto più riconoscibile del Milan. Nel bene e nel male. È il giocatore che accende San Siro con una falcata, che spacca le partite con un cambio di ritmo, che può decidere una stagione con una giocata. Ma è anche l’uomo da cui tutti si aspettano sempre qualcosa in più. Oggi più che mai. Il portoghese vive una fase della carriera in cui il talento non basta più: serve continuità, leadership, presenza costante nei momenti chiave. Il Milan lo sa, l’allenatore pre, e Rafa stesso ne è perfettamente consapevole. Rafa ha dimostrato di poter essere decisivo contro chiunque, ma la vera sfida è esserlo sempre, anche nelle partite più bloccate, contro avversari chiusi, nei pomeriggi in cui serve pazienza più che spettacolo. Le qualità ci sono tutte: velocità, forza fisica, tecnica nello stretto, capacità di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica. Quello che ancora gli viene chiesto è di diventare dominante anche quando non segna, di guidare la squadra con la personalità oltre che con il talento. Un dato di fatto è infatti acclarato: quando Leao accelera il Milan vola, quando si spegne i rossoneri perdono profondità, imprevedibilità, coraggio. È questo il dualismo che accompagna Rafa da anni: geniale e intermittente, devastante e a tratti distante dal gioco.
Milan, Leao e la svolta tattica con Allegri
Il classe ’99 non è solo l’esterno sinistro titolare: è il riferimento offensivo, il giocatore a cui la squadra si aggrappa quando il ritmo cala o la partita si complica. Ogni pallone che passa dai suoi piedi può trasformarsi in un’occasione, ma proprio per questo il suo rendimento viene analizzato con la lente d’ingrandimento. Nel corso della stagione è stato utilizzato non solo da esterno puro, ma anche con maggiore libertà di accentrarsi, di attaccare la profondità, di agire quasi da seconda punta. Una scelta tattica che esalta le sue qualità fisiche e tecniche, ma che gli chiede anche più partecipazione senza palla, più sacrificio, più letture. Lui risponde a modo suo: con strappi improvvisi, giocate che spaccano le difese, gol che arrivano spesso nei momenti più pesanti. Non sempre è continuo nei 90 minuti, ma quando incide lo fa lasciando il segno.
Milan, Leao leader silenzioso
Leao non è un trascinatore urlatore. Il suo è un carisma diverso, fatto di presenza scenica e giocate risolutive. Negli ultimi tempi, però, si è visto un giocatore più coinvolto, più partecipe, più dentro la partita anche nelle fasi senza palla. Segnali importanti, perché il Milan ha bisogno di lui non solo come finalizzatore, ma come punto di riferimento emotivo e tecnico. Il futuro passa inevitabilmente da lui. Il Milan sa che per competere ai massimi livelli servono le migliori versioni dei suoi campioni, e Rafa è il più luminoso. Trattenerlo, valorizzarlo, responsabilizzarlo: questa è la sfida del club. Il numero 10, dal canto suo, è davanti a un bivio simbolico: restare il talento che decide le partite a fiammate o diventare il giocatore che guida una squadra verso grandi obiettivi. Il potenziale non è più in discussione: ora è il tempo della conferma. Il Milan aspetta che, una volta per tutte, prenda la squadra per mano e non la lasci più.