Mourinho, il ritorno al Real: tra voglia di riscatto e conti in sospeso

Florentino Perez punta sullo Special One, che torna a Madrid dopo 13 anni di alti e bassi
Luigi Trapani Lombardo
José Mourinho (Getty Images)
José Mourinho (Getty Images)

Quando José Mourinho lasciò il Real Madrid nel giugno 2013, lo fece con la sensazione di un lavoro incompiuto. Tre anni, tre trofei — la Liga 2011-12 conquistata con un record di 100 punti, la Copa del Rey 2010-11 vinta contro il Barcellona, la Supercoppa di Spagna 2012 — ma senza la Champions League, ossessione mai sopita e obiettivo dichiarato fin dal primo giorno al Bernabéu. Quella Liga da 100 punti resta una delle stagioni più dominanti nella storia del calcio spagnolo, eppure non bastò a colmare il vuoto lasciato dall’assenza della coppa dalle grandi orecchie. Tredici anni dopo, Florentino Pérez — appena rieletto presidente fino al 2030 — ha deciso di richiamare lo Special One. Il secondo capitolo inizierà il 13 luglio, primo giorno di preparazione pre-campionato.

Un altro Mourinho

Il contesto del ritorno, però, racconta di un Mourinho diverso da quello che aveva lasciato la Spagna sulla cresta dell’onda. Dal 2013 a oggi, lo spogliatoio dello Special One si è fatto più lungo e meno brillante. Dopo il Real Madrid sono arrivati il Chelsea, il Manchester United, il Tottenham, la Roma, il Fenerbahce e il Benfica. Un percorso in cui i lampi di qualità si sono alternati a uscite di scena burrascose. L’ultimo trofeo vinto risale al 2022, la Conference League con la Roma: da allora, niente. Al Fenerbahce l’eliminazione dalla Champions League per mano proprio del Benfica; poi l’approdo all’Estadio da Luz, dove ha chiuso la stagione imbattuto in campionato — 23 vittorie e 11 pareggi — ma senza conquistare il titolo.

Curriculum da big

Un bilancio che avrebbe potuto offuscarne la reputazione, se non fosse che il suo curriculum resta tra i più pesanti della storia: 26 trofei vinti in carriera, due Champions League, campionati in quattro paesi diversi. E Pérez, evidentemente, ha scelto di guardare a quello, e non agli ultimi anni opachi.

Real ferito

Il Real Madrid che ritrova è un club ferito: nessun trofeo nell’ultima stagione, tensioni nello spogliatoio, il caso Mbappé irrisolto. Esattamente il tipo di situazione in cui Mourinho, storicamente, ha saputo dare il meglio — o il peggio, a seconda dei punti di vista. La scommessa di Florentino è che lo Special One abbia ancora qualcosa da dire. Mourinho, dal canto suo, ha un conto aperto con Madrid. E con sé stesso.

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