Paradosso Fofana: brilla al Milan ma Deschamps non lo vede
Il centrocampista si è ritagliato un ruolo da protagonista con Allegri ma non viene convocato in Nazionale da oltre un anno

Titolarissimo nel Milan di Massimiliano Allegri, Youssouf Fofana è poco più di un “fantasma” per Didier Deschamps, commissario tecnico della Nazionale francese. L’ultima convocazione del classe ’99 risale infatti al 14 ottobre 2024, in occasione del 2-1 sul Belgio. Sbarcato nell’universo rossonero nell’estate del 2024 per 25 milioni di euro bonus compresi, l’ex Monaco si è pian piano ritagliato un ruolo da protagonista e insieme a Luka Modric e Adrien Rabiot forma il tridente di centrocampo del Diavolo.
Fofana perno del centrocampo del Milan
Se l’ex Real Madrid garantisce geometrie e pulizia nella costruzione del gioco, con il francese a svolgere un ruolo da vero e proprio tuttocampista in grado di abbinare fase difensiva e offensiva, Fofana fa dell’interdizione il proprio punto di forza e si è distinto per continuità e affidabilità, risultando tra i calciatori di movimento più utilizzati della rosa. Uno degli aspetti più evidenti della stagione di Fofana è la crescita sotto il profilo tattico. Se nei primi mesi si limitava principalmente a un lavoro di interdizione, con il passare delle settimane ha ampliato il proprio raggio d’azione, partecipando con maggiore frequenza alla costruzione della manovra. In alcune fasi della stagione è stato utilizzato anche in un ruolo più avanzato, dimostrando di poter incidere non solo in fase difensiva ma anche nell’accompagnamento dell’azione. In un gruppo che può contare su personalità forti, Fofana ha trovato il modo di emergere senza bisogno di gesti plateali, diventando un punto di riferimento soprattutto nei momenti di difficoltà. Quando il Milan ha attraversato fasi altalenanti, è stato spesso il francese a garantire solidità, fungendo da collante tra difesa e attacco.
Fofana e la mancata convocazione con la Francia
Nonostante ciò non arriva la convocazione con la Nazionale: “Lo scorso anno per alcuni mesi la Serie A non veniva trasmessa in Francia e io ne sono una vittima collaterale – racconta a L’Équipe -. Sto facendo un salto di qualità nella mia carriera in un grande club italiano e nessuno mi vede, non ho un ritorno d’immagine. Non sono uno di quei giocatori che ha bisogno di sentirsi dire ‘bravo’, ho giocato tantissimo e questo per me è il vero riconoscimento. All’inizio l’ho vissuta un po’ male, mi chiedevo perché non venissi convocato. Poi guardavo le partite e mi dicevo: ‘Ok Youssouf, ci sono altri centrocampisti e sono forti anche loro. Che tu ci sia o no, la Nazionale ottiene gli stessi risultati. Quindi devi lavorare e aspettare’”. Il tempo però scorre e lo stesso Fofana inizia a non farsi troppe illusioni. “Non voglio essere fatalista. A ottobre mi sono detto: ‘è già passato un anno, forse il mio tempo è finito’. Se lo avessi saputo, mi sarei goduto di più la Nazionale. Per me non c’era una data di scadenza finché riuscivo a mantenere un buon livello nel club. Ho il passaporto francese, sono un calciatore professionista, sono convocabile e ho voglia di andare ai Mondiali. So che dovrò guadagnarmi il visto e per riuscirci devo finire meglio la stagione rispetto a come l’ho iniziata. Se la stagione finisse ora e non venissi convocato, non farei scenate perché ci sono giocatori che hanno fatto bene durante tutte le qualificazioni”.