Giovanni Simeone, attaccante del Torino

Toro, menomale che c’è Simeone: solo Lukaku ha fatto meglio del Cholito

L’attaccante argentino ha timbrato il cartellino anche nella sfida da ex contro l’Hellas Verona. Per il classe ’95, miglior marcatore stagionale granata, nono centro in campionato
Vincenzo Lo Presti
Giovanni Simeone, attaccante del Torino (Getty Images)

L’attaccante argentino ha timbrato il cartellino anche nella sfida da ex contro l’Hellas Verona. Per il classe ’95, miglior marcatore stagionale granata, nono centro in campionato

Giovanni Simeone, attaccante del Torino
Giovanni Simeone, attaccante del Torino (Getty Images)

C’è qualcosa di profondamente simbolico nel gol che Giovanni Simeone ha messo a segno contro l’Hellas Verona, aprendo la strada al successo del Torino. Non è stato soltanto l’episodio che ha indirizzato la partita ma l’ennesima tessera di un mosaico statistico che racconta molto più della singola gara. Il “Cholito”, infatti, continua a costruire una traiettoria unica nel panorama europeo recente. Con questa rete, Simeone ha raggiunto un traguardo rarissimo: segnare almeno cinque gol casalinghi in Serie A con cinque maglie diverse – Genoa, Fiorentina, Cagliari, Hellas Verona e ora Torino. Una continuità realizzativa che attraversa contesti tecnici, tattici e ambientali profondamente diversi, ma che mantiene intatta la sua cifra distintiva: la capacità di incidere, soprattutto tra le mura amiche.

Simeone e la capacità di “adattarsi”

La vera cifra di Simeone non è mai stata soltanto il numero totale dei gol, ma la loro distribuzione. Non è un bomber monolitico legato a un solo sistema di gioco: è un attaccante che si adatta, che cambia pelle. A Genova era un finalizzatore d’area in una squadra verticale; alla Fiorentina ha vissuto fasi alterne; al Cagliari ha dovuto lottare più che brillare. La svolta evidente è arrivata con l’Hellas Verona, dove ha trovato continuità e numeri importanti – basti pensare ai 17 gol in una sola stagione -, con prestazioni esplosive che lo hanno consacrato tra gli attaccanti più incisivi del campionato. E ora, a Torino, sembra aver aggiunto un ulteriore livello: quello della maturità. Non solo segna, ma spesso lo fa nei momenti chiave, sbloccando partite e indirizzando risultati, come accaduto proprio contro il Verona.

Simeone, un dato europeo che pesa

Il dato più impressionante, però, emerge se si allarga lo sguardo oltre i confini italiani. Nelle ultime dieci stagioni dei cinque maggiori campionati europei, solo Romelu Lukaku è riuscito a fare meglio, segnando cinque gol casalinghi con sei club diversi. Questo pone Simeone in una dimensione particolare: non tra i bomber più prolifici in senso assoluto, ma tra i più “trasversali” e affidabili nel lungo periodo. È il segno di una carriera costruita sulla capacità di inserirsi rapidamente nei meccanismi offensivi delle squadre, diventando subito un riferimento. In un calcio sempre più ossessionato dai numeri assoluti e dai grandi nomi, la parabola di Simeone racconta un’altra verità: esistono attaccanti fondamentali anche senza essere dominanti. Non sarà il capocannoniere seriale, ma è uno di quei giocatori che migliorano le squadre in cui giocano. E il fatto che solo Lukaku abbia fatto meglio di lui, in un dato così specifico ma significativo, lo colloca in una nicchia di eccellenza spesso poco raccontata.

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