Da Donnarumma a Palestra e Pio Esposito. Italia, da chi ripartire
Il nuovo commissario tecnico azzurro dovrà rimettere insieme i cocci per risollevare una squadra col morale a terra. Non tutto, però, è da buttare

Smaltita l’enorme delusione per la terza mancata qualificazione ai Mondiali, il futuro della Nazionale italiana è un grande punto interrogativo. L’addio di Gabriele Gravina segnerebbe la fine dell’avventura anche di Rino Gattuso, arrivato sette mesi fa al posto di Luciano Spalletti con l’obiettivo di guidare la nave in porto. L’ex Milan, però, ha fallito l’obiettivo perdendo la finale playoff contro la Bosnia ai rigori. Un epilogo dolorosissimo che, inevitabilmente, aprirà una nuova stagione azzurra, sia a livello politico che tecnico-sportivo. Ripartire non sarà semplice, ma tocca rimettere insieme i pezzi del puzzle e costruire la squadra del futuro.
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L’Italia riparte da Palestra e Pio Esposito
A tal proposito, non tutto è da buttare: sono infatti diversi i calciatori dal quale il nuovo allenatore potrà ripartire per dare il via a un nuovo capitolo. Su tutti c’è sicuramente Marco Palestra, classe 2005 di proprietà dell’Atalanta ma in prestito al Cagliari. Fatto il suo esordio proprio a Bergamo contro l’Irlanda del Nord in semifinale, quando è entrato al posto di Politano a Zenica ha subito messo in mostra tutto il proprio potenziale fatto di corsa, qualità e sacrificio. Nonostante il rigore fallito, di certo l’Italia del futuro non potrà fare a meno di Francesco Pio Esposito: l’attaccante dell’Inter sarà il numero 9 della Nazionale, su questo ci sono pochi dubbi. Con lui, Scamacca e Kean il nuovo allenatore non avrà problemi avanti. Più complessa la posizione di Retegui, ormai fuori dai radar dopo il trasferimento in Arabia Saudita.
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C’è un’Italia da ricostruire
Restando al reparto offensivo, Raspadori può tornare protagonista sia con l’Atalanta che in Nazionale. Aspettando Camarda, alle prese col problema alla spalla, se dovesse continuare a far bene con l’Udinese potrebbe ritagliarsi una nuova opportunità anche Zaniolo. Sperano pure Vergara, Orsolini, Bernardeschi e Cambiaghi. In attesa di capire il sistema di gioco riflettori puntati anche su Maldini e Zaccagni, mentre sembra più tortuoso il ritorno in azzurro di Federico Chiesa.
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In mezzo al campo potranno giocarsi le proprio chance Pisilli, in grande crescita con la Roma, e Fagioli, tornato quello della Juve alla Fiorentina. Poi ci sono i ragazzi dell’Under 21 di Silvio Baldini che stanno facendo benissimo: Bartesaghi è pronto a salire un gradino, ma anche Ahanor farà parte sicuramente del nuovo ciclo. Da osservare anche Kayode e Ndour. I milanisti Gabbia e Ricci possono trovare spazio, soprattutto il regista.
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I punti fermi della nuova Italia
Della rosa attuale sono diversi i calciatori che possono ancora dire la propria e rappresentano dunque i punti fermi anche per il prossimo ct. Ovviamente la nuova Italia non potrà fare a meno di Gigio Donnarumma, capitano e leader tecnico e carismatico della squadra. In difesa Calafiori è imprescindibile, mentre i napoletani Buongiorno e Di Lorenzo devono trovare la forma migliore. Valuterà invece il nuovo allenatore se continuare a puntare sui compagni di squadra Politano e Spinazzola. A centrocampo si riparte da Tonali, il migliore ai playoff. Cristante potrebbe ancora essere utile alla causa, così come Frattesi, che però dovrà cambiare aria visto che all’Inter fatica a trovare spazio. Rimanendo sempre in casa nerazzurra, vanno rivitalizzati Dimarco, Bastoni e Barella, tra i più in difficoltà nelle ultime uscite.