Lione, adieu. Questa volta (forse) per davvero

Già retrocesso in via precauzionale quest'inverno per non aver fornito le garanzie richieste dall'autorità di vigilanza finanziaria del calcio professionistico, il Lione ne ha ricevuto ora la conferma definitiva. Anche se è ancora possibile il ricorso
Giovanni Poggi

Già retrocesso in via precauzionale quest’inverno per non aver fornito le garanzie richieste dall’autorità di vigilanza finanziaria del calcio professionistico, il Lione ne ha ricevuto ora la conferma definitiva. Anche se è ancora possibile il ricorso

Le punizioni di Juninho Pernambucano, le discese di Benzema e Lacazette, le parate di Coupet, la classe di Malouda, Diarra e Ben Arfa, e il post-Mondiale di Fabio Grosso. Per non parlare di Wiltord, Abidal o Fred. In due lettere l’OL. Che da oggi rischia di scomparire dai grandi palcoscenici d’Europa, ma soprattutto del calcio francese.

Si perché da questa mattina, è stata resa ufficiale la discesa del club in Ligue2. Una notizia che era nell’aria, essendo il Lione già stato virtualmente retrocesso in via precauzionale quest’inverno, per non aver fornito le garanzie richieste dall’autorità di vigilanza finanziaria del calcio professionistico, ma ora la società ha ricevuto ora la conferma definitiva.

Il tutto, nonostante quattro giorni prima di questa scadenza cruciale, il suo proprietario, l’americano John Textor, intervistato da L’Équipe dopo la vittoria del Botafogo sul Paris Saint-Germain (1-0) al Mondiale per Club, era apparso piuttosto fiducioso sul futuro del club.

“Abbiamo fatto diversi investimenti nelle ultime settimane — aveva commentato — Finanziariamente va tutto bene…”. Ma la realtà parla di tutt’altro.

Lo stesso Textor e il direttore sportivo Michael Gerlinger, ascoltati oggi dalla Direzione Nazionale del Controllo di Gestione (DNCG), non sono infatti riusciti a convincere l’organismo di controllo del calcio francese a respingere la minaccia della retrocessione amministrativa del club in Ligue 2, decisa lo scorso 15 novembre per un debito di circa 175 milioni di euro.

Anche se tutt’ora, nonostante il caos, resta una piccola possibilità per evitare l’epilogo più amaro: il Lione, infatti, può ancora presentare ricorso.

L’epopea dell’OL, dominante in patria e in Europa agli inizi del 2000

La lunga storia dell’OL, tra Francia ed Europa. Il Lione conta 21 trofei in patria, di cui 7 campionati, 5 coppe nazionali, 1 coppa di lega e 8 supercoppe, che ne fanno il quarto club più titolato del Paese. A livello internazionale, l’Olimpyque Lyonnais vanta invece una Coppa Intertoto (vinta nel 1997), una semifinale di Europa League 2016-2017, e 12 partecipazioni di fila alla Champions League (dal 1999-2000 al 2011-2012), dove il miglior risultato raggiunto è stato la semifinale, raggiunta nel 2010 e nel 2020.

La squadra, inoltre, partecipa ininterrottamente alla Ligue 1 dalla stagione 1989-1990 e ha raggiunto il proprio apice nei primi anni 2000, vincendo il campionato per ben 7 volte consecutive (dal 2001-2002 al 2007-2008).

La storia continua? Ad oggi, sembrerebbe di no, ma non è ancora detta l’ultima parola.

Giovanni Poggi

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