
José Mourinho si prepara a vivere una stagione da assoluto protagonista sulla panchina del Real Madrid. Il tecnico portoghese, tornato alla guida dei Blancos su chiamata di Florentino Perez, ha parlato di diversi temi nel corso di una lunga intervista concessa ad Adebayo Akinfenwa per il podcast Beast Mode On, soffermandosi sui Mondiali 2026, sul mercato e sulla sua filosofia da allenatore.
Sul Mondiale
Tra le favorite per la prossima Coppa del Mondo, Mourinho inserisce il Portogallo e soprattutto l’Inghilterra. Lo Special One è convinto che la nazionale inglese abbia tutto per arrivare fino in fondo grazie alla qualità dei suoi giocatori, pur riconoscendo il peso delle enormi aspettative generate da media e tifosi. Tra le principali rivali indica anche Francia, Spagna, Argentina e Brasile, sottolineando come la presenza di un allenatore del calibro di Carlo Ancelotti possa fare la differenza per i verdeoro.
Sul Real Madrid
Spazio anche al Real Madrid e al mercato. Mourinho ha smentito le voci secondo cui sarebbe pronto a privarsi di alcuni big della rosa, ribadendo invece di voler lavorare con i migliori giocatori a disposizione. Il tecnico portoghese ha inoltre spiegato quali caratteristiche ricerca nei suoi calciatori: qualità tecniche, forza fisica, solidità mentale e spirito di squadra. Per lui, un grande giocatore deve essere un atleta completo sotto ogni aspetto.
I ricordi di Mourinho
Nel corso dell’intervista, Mourinho ha poi ricordato il trionfo mondiale di Lionel Messi nel 2022, definendolo quasi un premio scritto dal destino per una carriera straordinaria. Ha anche raccontato i suoi primi ricordi dei Mondiali, dalla finale del 1970 vinta dal Brasile fino alle imprese di Diego Armando Maradona in Messico ’86.
Una Nazionale nel futuro?
Infine, lo Special One ha aperto alla possibilità di allenare un giorno una Nazionale, pur ribadendo che il calcio di club resta il suo ambiente ideale. Non sono mancati alcuni aneddoti del passato, tra cui il controverso esonero dal Tottenham pochi giorni prima di una finale e alcuni episodi vissuti nello spogliatoio che, a suo dire, raccontano meglio di qualsiasi teoria il rapporto diretto e intenso che ha sempre avuto con i suoi giocatori.