Australian Open, 1° turno: preview Gasquet-Alcaraz

Alcaraz torna a dar spettacolo: è lui il McEnroe 2.0

Il secondo set giocato dallo spagnolo contro Jannik Sinner in finale a Roma ha ricordato un grande campione del passato
Filippo Re

Il secondo set giocato dallo spagnolo contro Jannik Sinner in finale a Roma ha ricordato un grande campione del passato.

Australian Open, 1° turno: preview Gasquet-Alcaraz

In un tennis moderno in cui la potenza ha preso nettamente il sopravvento nei confronti di tutti gli altri aspetti del gioco, quanto mostrato da Carlos Alcaraz nel secondo set della finale degli Internazionali d’Italia a Roma vinta contro il nostro Jannik Sinner è un qualcosa che appartiene ad un’altra epoca tennistica.

Alcaraz giocoliere

Dopo la grande delusione rimediata alle Olimpiadi di Parigi dove ha perso la possibilità di conquistare la medaglia d’oro, cedendo a Novak Djokovic nella finalissima di Parigi 2024, non si è sostanzialmente più visto l’Alcaraz travolgente che aveva dominato in precedenza proprio al Roland Garros e, poi a Wimbledon.

Anche nei due titoli messi in bacheca quest’anno prima dell’appuntamento del Foro Italico a Rotterdam e Montecarlo, lo spagnolo aveva messo in mostra numerosi alti e bassi anche all’interno della stessa partita e, non a caso, aveva ceduto un set in finale sia ad Alex De Minaur in Olanda che nel Principato opposto al nostro Lorenzo Musetti infortunato dopo un torneo massacrante.

Il parziale d’apertura dell’atto conclusivo di Roma con il numero uno al mondo non aveva visto brillare l’iberico, capace d’imporsi per il rotto della cuffia dopo aver annullato due set-point sul 5-6 15-40 prima di prevalere per sette punti a cinque al tie-break.

Il set appena ricordato ha, però, risvegliato da un lungo torpore il vero Alcaraz, capace di giocare punti spettacolari in serie senza, però, perdere di vista la continuità richiesta ad un campione del suo calibro: impossibile anche per Sinner riuscire a tenere il suo ritmo sulla terra rossa.

La gioia di Carlitos e i “meriti” di Sinner

Al termine del Masters 1000 capitolino, il n. 2 del ranking mondiale è molto felice della propria prestazione e sottolinea come la presenza di Jannik l’abbia motivato a tirar fuori il meglio di sé: “Probabilmente è il mio miglior match qui a Roma. Il livello è stato molto alto da parte di entrambi, Le partite contro Jannik sono sempre molto tattiche. Penso di aver iniziato davvero bene e sono stato tatticamente concentrato fino all’ultimo punto. Questo è fantastico per me. Probabilmente è una delle migliori partite disputate sotto questo punto di vista e ne sono davvero orgoglioso. Sinner è il migliore al mondo e gioca ogni torneo alla grande, lo dicono i numeri. Questo è il motivo per cui sono ancora più concentrato contro di lui. Se non giochi al meglio, è impossibile batterlo. Ha un’aura diversa. Non dico che provo le stesse sensazioni di quando giocavano Rafael Nadal e Roger Federer, ma c’è un’energia diversa quando ci affrontiamo”.

Filippo Re

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