Ashley Young

Ashley Young si ritira: prima c’è però un obiettivo da raggiungere

L’ex Manchester United e Inter, ora in forza all’Ipswich Town, appenderà gli scarpini al chiodo al termine della stagione. Grazie alla sua duttilità si è garantito una carriera lunghissima ad alti livelli
Vincenzo Lo Presti
Ashley Young (Getty Images)

L’ex Manchester United e Inter, ora in forza all’Ipswich Town, appenderà gli scarpini al chiodo al termine della stagione. Grazie alla sua duttilità si è garantito una carriera lunghissima ad alti livelli

Ashley Young
Ashley Young (Getty Images)

Al termine della stagione Ashley Young dirà basta con il calcio giocato. Una decisione che segna la fine di una carriera lunga, versatile e sorprendentemente duratura: l’esterno inglese, che compirà 41 anni il prossimo 9 luglio, è pronto ad appendere gli scarpini al chiodo dopo oltre vent’anni, 23 per l’esattezza, di professionismo ai massimi livelli. Non si tratta di un ritiro qualunque, ma dell’uscita di scena di uno di quei calciatori capaci di reinventarsi nel tempo, adattandosi a ruoli, moduli e contesti diversi senza mai avere ripercussioni sul rendimento.

Una carriera in Premier League e la parentesi Inter

Il nome di Ashley Young è legato soprattutto alle sue esperienze in Premier League, dove ha lasciato un segno profondo con club come Watford, Aston Villa e Manchester United. Proprio con i Red Devils ha vissuto alcune delle stagioni più importanti della sua carriera, conquistando trofei nazionali e diventando un elemento prezioso per duttilità e leadership. Dopo l’esperienza inglese, Young ha scelto anche la sfida italiana con l’Inter, contribuendo alla conquista dello scudetto vinto nel 2021 con Antonio Conte e dimostrando di poter essere decisivo anche in un campionato tatticamente esigente come la Serie A.

Da ala offensiva a terzino: l’evoluzione tattica di Ashley Young

Uno degli aspetti più affascinanti della carriera di Ashley Young è stata la sua trasformazione in campo. Nato come ala offensiva, veloce e abile nel dribbling, nel corso degli anni ha arretrato il raggio d’azione e si è progressivamente adattato fino a diventare un terzino affidabile, capace di coprire entrambe le fasce. Questa evoluzione gli ha permesso di allungare la carriera e di restare competitivo anche con l’avanzare dell’età, diventando un esempio di professionalità e intelligenza calcistica.

Leadership ed esperienza: un punto di riferimento dentro e fuori dal campo

Oltre alle qualità tecniche, Young ha sempre portato in squadra esperienza e mentalità. Nei diversi spogliatoi che ha attraversato è stato spesso un punto di riferimento per i più giovani, incarnando lo spirito del professionista moderno: cura del dettaglio, disciplina e capacità di adattamento. Anche nelle ultime stagioni, pur con un minutaggio più ridotto, ha continuato a offrire il proprio contributo, dimostrando che la longevità nel calcio di alto livello è possibile con la giusta preparazione.

Il momento dell’addio e il futuro dopo il ritiro

La decisione di ritirarsi arriva in modo naturale, senza strappi. A quasi 41 anni Young chiude un percorso che lo ha visto protagonista in alcune delle competizioni più importanti del calcio europeo, lasciando un’eredità fatta di versatilità e resilienza. Resta ora da capire quale sarà il suo futuro. Molti ex calciatori scelgono di intraprendere la carriera di allenatore o di opinionista, e non è escluso che anche lui possa restare nel mondo del calcio. Qualunque sarà la sua decisione rimarrà un esempio di come talento, sacrificio e capacità di reinventarsi possano garantire una carriera lunga e ricca di soddisfazioni.

Ashley Young annuncia l’addio al calcio giocato

Ad annunciare la fine dell’avventura sul campo è stato lo stesso calciatore attraverso i propri social: ”Sono incredibilmente orgoglioso e fortunato per tutto ciò che ho realizzato. Non si riflette spesso mentre si è ancora in attività, ma negli ultimi 23 anni ho vissuto il mio sogno – commenta –. Al futuro penserò nelle prossime settimane; ora il mio unico pensiero è aiutare il club (ora gioca per l’Ipswich Town ndr) a raggiungere l’obiettivo della promozione”. Anche il tecnico Kieran McKenna ha voluto omaggiare il suo giocatore, sottolineandone professionalità e impatto: “La sua carriera parla da sola. È stato un privilegio lavorare con lui. La sua mentalità e la sua qualità hanno avuto un’influenza enorme sul gruppo”.

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