ATP Roma 2026, perché Musetti ha pianto dopo la vittoria con Cerundolo?

Lorenzo Musetti vince in due set contro Cerundolo e scoppia in lacrime: tra crampi, dolore e una stagione difficile, ecco il vero significato di quel pianto
Daniele Rocca

C’è una scena che riassume più di qualsiasi statistica la vittoria di Lorenzo Musetti agli Internazionali d’Italia: l’asciugamano sul capo, il pianto liberatorio sulla panchina, le lacrime che continuano a scorrere persino davanti al microfono di Diego Nargiso. “Faccio fatica a parlare”, confessa il carrarino al pubblico di Roma, mentre 10mila spettatori del Centrale lo abbracciano con un coro da stadio. Ma perché Musetti ha pianto dopo aver battuto Francisco Cerundolo in due set lottatissimi e aver conquistato gli ottavi di finale? La risposta non si trova in quel singolo match, ma in tutto ciò che lo precede: una stagione complicata, un fisico messo a dura prova e una tensione mentale che lo ha accompagnato fino al primo punto della partita.

Una stagione vissuta in salita

Per capire il significato di quelle lacrime bisogna ripercorrere il 2026 del numero uno azzurro. L’annata era cominciata male, con il ritiro nei quarti di finale dell’Australian Open contro Djokovic. L’infortunio all’ileo-psoas della gamba destra lo ha poi costretto a saltare l’intera trasferta sudamericana. Il rientro a Indian Wells si è tradotto immediatamente in una sconfitta, mentre la rinuncia a Miami è stata una scelta strategica per arrivare in condizione sulla terra battuta, superficie che lo scorso anno lo aveva visto rendere da top 3 mondiale.
Ma anche il ritorno sul rosso ha avuto un sapore amaro: sconfitta all’esordio a Montecarlo, quarti di finale a Barcellona, ottavi a Madrid. Risultati discreti, ma lontani dagli standard a cui Musetti ha abituato tifosi e addetti ai lavori. A Roma, dove nel 2025 aveva raggiunto le semifinali, si presentava con aspettative alte ma ancora a caccia della migliore versione di sé stesso. Una via crucis, come lui stesso l’ha definita, fatta di rinunce e ripartenze.

Crampi, tensione e la forza del pubblico

Negli ultimi giorni Musetti ha dovuto fare i conti con un nuovo fastidio, questa volta al quadricipite sinistro — gamba diversa rispetto all’infortunio di gennaio. Anche contro Cerundolo è sceso in campo con una fasciatura alla coscia. “Se si fosse trattato di un altro torneo, avrei rinunciato”, ha ammesso in conferenza. Il problema, però, non era solo fisico: “Avevo tanta tensione. Per la tensione ho avuto un po’ di crampi, non è stato facile trovare una via d’uscita”. A trascinarlo fuori dal momento più complicato ci ha pensato il Centrale, con 10mila spettatori che non hanno mai smesso di spingerlo. “Il pubblico mi ha aiutato a trovare dentro di me la forza per andare avanti”, ha riconosciuto Lorenzo, lasciando intendere quanto quella vittoria valesse al di là del puro punteggio. “A una persona come me servono molto di più queste partite che quelle da tennis champagne. Possono farmi svoltare la stagione”. Le lacrime, in fondo, raccontavano proprio questo: il peso scaricato, la liberazione di chi torna a credere in sé stesso.

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