Giovanni Simeone, attaccante del Torino

Torino aggrappato a Simeone: il Cholito non ha deluso

Iacopo Erba
Giovanni Simeone, attaccante del Torino (Getty Images)

Sono 11 i gol segnati al suo primo anno sotto la Mole: l’ultimo ha avviato la rimonta contro il Sassuolo

Giovanni Simeone, attaccante del Torino
Giovanni Simeone, attaccante del Torino (Getty Images)

In una stagione finora anonima sul campo e decisamente agitata al di fuori, con un presidente contestato e una tifoseria arrivata a fischiare la squadra persino durante la commemorazione di Superga, il Torino ha trovato un faro a cui poter sempre fare riferimento. Arrivato quasi in sordina dopo annate da gregario a Napoli, Giovanni Simeone è riuscito infatti ad avere un impatto determinante su una squadra che per settimane ha vissuto anche il timore di retrocedere, fino poi a svoltare con l’arrivo in panchina di Roberto D’Aversa. Il Cholito ha infatti rispettato ampiamente, se non addirittura superato le aspettative che la società granata riponeva in lui.

Nella storia granata

Il centravanti argentino, una vera certezza della Serie A negli ultimi anni, si è elevato a eroe granata segnando il gol del momentaneo pareggio nel successo del suo Toro sul Sassuolo per 2-1. La sua zuccata vincente ha avviato la rimonta completata poi da Pedersen e, soprattutto, gli ha permesso di scrivere una piccola pagina della storia granata. Simeone infatti ha segnato in cinque partite casalinghe consecutive, diventando il secondo giocatore del Torino a riuscirci nell’era dei tre punti a vittoria dopo una leggenda del club come Marco Ferrante (dato Opta).

Punto di riferimento

Record a parte, sono però i numeri a colpire: al suo primo anno in granata Simeone ha risposto con ben 11 gol. che pesano tantissimo considerando che in questa Serie A il miglior marcatore, Lautaro Martinez, ha realizzato “appena” 16 reti. La vena realizzativa del Cholito è stata essenziale per tirare fuori il Torino dalle sabbie mobili, in un’annata in cui gli altri attaccanti granata per vari motivi (specialmente legati agli infortuni) hanno chi più e chi meno deluso. Ecco dunque che, riflettendo su un futuro con tante incognite, l’ex Napoli non può che essere considerato come il perno attorno a cui ricostruire una squadra che da tempo non vive più le emozioni che merita.

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