Dani Carvajal, Real Madrid (Getty Images)

Carvajal lascia il Real Madrid: fine di un’era, futuro ancora aperto

Dopo 13 stagioni e 27 titoli, il terzino spagnolo dice addio al club della sua vita. Ma la carriera non è finita: "Sono aperto a tutto"
Luigi Trapani Lombardo
Dani Carvajal, Real Madrid (Getty Images)
Dani Carvajal, Real Madrid (Getty Images)
Dani Carvajal, Real Madrid (Getty Images)

Un capitolo si chiude, ma la storia non è ancora finita. Dani Carvajal ha detto addio al Real Madrid dopo 13 stagioni e 27 trofei conquistati con la maglia dei blancos, comprese sei Champions League. L’ultimo saluto è arrivato nell’ultima giornata di Liga contro l’Athletic Bilbao, con le lacrime agli occhi e un assist al piede — quasi una firma d’autore su una carriera straordinaria. “Gli ultimi due anni sono stati duri, ma il Real Madrid vincerà, torneremo“, ha detto il difensore a fine partita.

Carvajal sul futuro

Quello di Carvajal è stato un addio segnato anche dalla fatica: infortuni e un biennio complicato hanno reso l’uscita di scena più amara del previsto per uno dei laterali più vincenti della storia del calcio europeo. Eppure il 34enne non ha alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. “Non so dove giocherò, sono aperto a tutto“, ha dichiarato in conferenza stampa. “Valuterò e deciderò insieme a mia figlia, ma la mia carriera da calciatore non si è chiusa quest’anno“.

Fine di un ciclo

Un’estate di riflessione, dunque, prima di scegliere la prossima destinazione. Per il Real Madrid, invece, si chiude definitivamente un ciclo: Carvajal era l’ultimo baluardo di quella squadra che tra il 2013 e il 2024 ha dominato l’Europa come poche squadre nella storia. Chi verrà dopo di lui, erediterà un ruolo e una maglia che pesano.

Tredici anni, 27 titoli: la leggenda in numeri

Cresciuto nelle giovanili del Real, dopo una stagione in prestito al Bayer Leverkusen Carvajal è entrato nella prima squadra delle Merengues nel 2013 e ha collezionato quasi 500 presenze con la maglia dei blancos. In bacheca ha lasciato quattro campionati, due coppe nazionali, quattro supercoppe nazionali, oltre a sei Champions League, cinque Supercoppe UEFA, cinque coppe del mondo per club ed una coppa intercontinentale FIFA. Numeri da leggenda, per un giocatore che ha rappresentato fedeltà, continuità e professionalità in un club abituato a campioni di ogni tipo.

Potrebbe interessarti

Lazio, la rinascita di Noslin: da flop di mercato a bomber di Gattuso
Da acquisto criticato a protagonista della Lazio. Tijjani Noslin ha ribaltato ogni pronostico, trovando in Gennaro Gattuso l’allenatore capace di valorizzarlo. Dopo essere finito ai margini con Sarri, l’olandese è stato reinventato centravanti e oggi è una delle armi più importanti dell’attacco biancoceleste. La rinascita di Noslin Preso a 16 milioni dal Verona, l’attaccante era diventato il simbolo di un mercato contestato. Prima alle spalle di Dia, poi chiuso dall’arrivo di Pinamonti, ha saputo sfruttare le occasioni e conquistare la fiducia di Gattuso. I numeri parlano chiaro: quattro gol e due assist in otto presenze, con la prima doppietta in Serie A realizzata contro il Sassuolo. Il tecnico ne apprezza non soltanto la capacità realizzativa, ma anche il lavoro in pressing e il sacrificio senza palla. Un tridente scoppiettante La crescita di Noslin accompagna quella di Isaksen e Zaccagni, entrambi a segno al Mapei Stadium. I tre si sono anche scambiati assist, dimostrando un’intesa sempre più efficace. Il sistema di Gattuso esalta le loro caratteristiche: il danese cerca la conclusione dalla destra, il capitano si accentra e l’olandese si muove tra centrocampo e area, offrendo profondità e presenza offensiva. Il tecnico ha alzato il baricentro della squadra, avvicinandola alla porta e rendendo l’attacco più incisivo. Nelle prime otto partite la Lazio ha segnato 22 gol, il doppio rispetto agli 11 della scorsa stagione nello stesso periodo. Da reparto in difficoltà a punto di forza: la trasformazione è evidente e Noslin ne è il simbolo. Da flop di mercato a centravanti ritrovato, l’olandese si è preso la Lazio e ora vuole continuare a stupire.
Mbangula show a San Siro, come lui solo Batistuta
Una serata magica per l'ex Juventus che ha messo la sua firma sul poker del Bologna al Milan
Coppa Davis 2026, le scelte di Volandri: pesa la fine dell’amicizia tra Berrettini e Musetti?
La motivazione che ha spinto Volandri a non convocare Berrettini potrebbe essere extratennistica
Ronaldo vince il B.O.A.T: è il miglior Pallone d’Oro all-time
CR7 vince la prima edizione del B.O.A.T, il Ballon d'Or All Time
Lazio, Noslin è la nuova arma di Gattuso: l’obiettivo è la doppia cifra
La Lazio ha trovato in Tijjani Noslin una nuova arma: l'olandese è il capocannoniere della squadra di Gattuso e ora sogna la doppia cifra
Segna più degli attaccanti e “appartiene” al Real: Ramón, la nuova pepita d’oro di Fàbregas
Le prestazioni stellari di Jacobo Ramón riaccendono le sirene di mercato inglesi e le clausole pro-Blancos
Filip e Aleksandar Stankovic
Filip contro Aleksandar Stankovic: Venezia-Inter è una sfida di famiglia
Il portiere dei lagunari vuole confermarsi dopo l’impresa contro il Napoli, mentre il centrocampista nerazzurro cerca spazio e continuità
Adrien Rabiot, Milan
Rabiot l’imprescindibile: obiettivo rinnovo, il Milan ci crede
I rossoneri puntano a prolungare il contratto del francese fino al 2030, con opzione per un'altra stagione. Cardinale vuole chiudere entro Natale
Gustavo Varela, Monza (Getty Images)
Varela sfida il Napoli: parola al campo in attesa del mercato
Il centravanti del Monza è sulla lista del club partenopeo come rinforzo l'attacco a gennaio
Kylian Mbappé, Francia (Getty Images)
Mbappé nel caos in Cina: gli sponsor si dileguano e la Liga prende le distanze
La stella del Real Madrid è finito nella bufera per una battuta su Mao Zedong
Kane, Pallone d'Oro (Getty Images)
Pallone d’Oro 2026, i motivi dietro la vittoria di Kane: perché è giusto così?
Tutti i motivi dietro la vittoria del Pallone d'Oro di Harry Kane: perché era giusto che lo vincesse lui?
Le ultime su Sinner: dalla data del ritorno in campo al probabile addio a Cahill
Jannik Sinner sta programmando il 2027 da Montecarlo in questi ultimi giorni di ottobre