Premier League, 11 febbraio: preview West Ham-Arsenal

Champions, in finale l’Arsenal manca da 19 anni

Nel 2006 l'ultima apparizione dei Gunners a Parigi nell'atto finale della coppa più ambita d'Europa. Tanto, troppo, tempo fa. Riusciranno i londinesi a sfatare questo fastidioso e ingombrante tabù?
Giovanni Poggi

Nel 2006 l’ultima apparizione dei Gunners a Parigi nell’atto finale della coppa più ambita d’Europa. Tanto, troppo, tempo fa. Riusciranno i londinesi a sfatare questo fastidioso e ingombrante tabù?

Premier League, 11 febbraio: preview West Ham-Arsenal

“A Parigi per fare la storia”. Così ha assicurato alla vigilia Mikel Arteta, prima del ritorno della semifinale di Champions League in casa del PSG, che all’andata all’Emirates si è imposto 1-0, facendo un enorme passo in avanti verso la finale.

Per questo, e senza neanche troppi giri di parole, all’Arsenal, questa sera in Francia, servirà un’impresa, anche bella grossa. Almeno un gol da dover segnare per pareggiare i conti dell’andata nel nord di Londra, più un altro, eventualmente, per staccare un pass attesissimo, da 19 lunghi anni.

17 maggio 2006: shock a Parigi

Sono passati quasi due decenni dall’ultimo Arsenal in finale di Champions League. In panchina c’era il leggendario Arsene Wenger e in campo buona parte degli ‘Invincibili’, che due stagioni prima scatenarono il panico nel calcio inglese, stravincendo la Premier da imbattuti.

Davanti, il solo e unico Thierry Henry, capitano di un Arsenal ormai a fine ciclo, ma ancora vincente. Così, dopo aver eliminato Juventus ai quarti e Villareal in semifinale, i londinesi si presentarono il 17 maggio del 2006 in finale. Dove? A Parigi, nello stesso stadio in cui questa sera l’Arsenal sogna di battere il Paris e volare a Monaco, per riassaporare la gioia di giocarsi il tutto per tutto, all’ultimissimo atto.

Il precedente parigino, però, non fu proprio indimenticabile. Anzi. Dopo il vantaggio firmato Campbell, il Barcellona, avversario di quella notte dopo aver eliminato in semifinale il Milan di Ancelotti, la ribaltò nel finale, nel segno di Eto’o e di Juliano Belletti: tutto in 4 minuti. Per l’Arsenal e il suo popolo, da quel giorno, Parigi rappresenta una sorta di incubo, sportivamente parlando.

Questa sera, è l’occasione giusta per ri-trasforformarlo in un sogno.

Giovanni Poggi

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