Dal blitz di Maldini a Ibiza all’addio: i sei anni di Theo Hernandez al Milan

Il laterale francese si trasferisce all’Al Hilal di Simone Inzaghi per 25 milioni di euro. Protagonista dello scudetto del 2022, con le sue sgasate ha mandato in visibilio i tifosi del Diavolo e fatto impazzire le difese avversarie
Vincenzo Lo Presti

Il laterale francese si trasferisce all’Al Hilal di Simone Inzaghi per 25 milioni di euro. Protagonista dello scudetto del 2022, con le sue sgasate ha mandato in visibilio i tifosi del Diavolo e fatto impazzire le difese avversarie

Dopo sei anni l’avventura di Theo Hernandez al Milan è ormai giunta al capolinea. Il laterale francese, infatti, volerà in Arabia Saudita per 25 milioni di euro. Dopo un lungo tira e molla, con tanto di inserimento dell’Atletico Madrid, l’Al Hilal di Simone Inzaghi è riuscito a chiudere la trattativa e ormai manca praticamente solo l’annuncio ufficiale. Per l’ex Real Madrid, che percepirà 20 milioni all’anno, dunque, si apre un nuovo capitolo dopo stagioni importanti con la maglia rossonera, quella con cui ha messo in mostra tutto il proprio potenziale vivendo probabilmente il periodo migliore della sua carriera.

L’intesa con Leao e lo scudetto del 2022

Tutto inizia nell’estate del 2019 con il blitz di Paolo Maldini, all’epoca responsabile del mercato rossonero, che vola a Ibiza per convincere il calciatore a scegliere il progetto del Milan. Il Diavolo mette sul piatto 20 milioni di euro per acquistarlo dal Real Madrid e fa bingo: l’impatto del classe ’97 sulla fascia sinistra dei rossoneri è impressionante e nel giro di pochissimo Theo Hernandez diventa uno dei migliori interpreti nel suo ruolo. Titolare inamovibile, costruisce con Leao un’intesa incredibile trasformando l’out di sinistra nel vero motore della squadre. Con le sue sgasate e le continue sovrapposizioni diventa una vera e propria spina nel fianco per le difese avversarie, nonché un jolly offensivo per Stefano Pioli che su di lui e Rafa costruisce la vittoria dello scudetto, tanto inatteso quanto liberatorio, nel 2022. I rossoneri si rendono protagonisti di una grande rimonta e vincono il testa a testa con i cugini dell’Inter. Theo Hernandez sigla cinque reti, ma quella contro l’Atalanta al Meazza è un manifesto di potenza, coraggio e libertà: coast to coast da un’area all’altra e San Siro in delirio.

Il lento declino e l’addio

Smaltita la sbornia per il 19° tricolore conquistato dal Milan, il laterale francese evolve e assolve alle esigenze del tecnico: non è più solo un cavallo pazzo, ma migliora anche in fase difensiva, accetta compiti più tattici, diventa vice-capitano. Pioli si affida a lui, sia in campo che nello spogliatoio: le responsabilità crescono, lui prova a reggerle, ma a volte si percepisce un certo affaticamento, mentale più che fisico. Seguono stagioni altalenanti, caratterizzate da improvvisi lampi e lunghi periodi di buio. Nonostante ciò riesce a far segnare un nuovo record superando addirittura Paolo Maldini a quota 30 gol in Serie A con il Milan: lo eguaglia il 14 gennaio 2025 nel 2-1 del Sinigaglia contro il Como e lo sorpassa l’11 aprile al Bluenergy Stadium di Udine nel 4-0 contro i friulani. Alla fine sono 45 assist e 34 centri in 262 presenze totali: numeri quasi da trequarti più che da esterno di difesa. Nonostante la vittoria della Supercoppa italiana a Ryad contro l’Inter, rimontata da 2-0 a 3-2 con un suo calcio di punizione a riaprire i giochi, con lo spogliatoio qualcosa si è incrinato: inevitabile dunque l’addio. Forse non è diventato una bandiera, ma Theo Hernandez è stato a suo modo un pezzo fondamentale della storia recente del Milan. E se oggi il club guarda al futuro con ambizione lo deve anche a chi, come lui, ha fatto il primo passo verso la vetta quando la montagna sembrava impossibile da scalare.

Vincenzo Lo Presti

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