Irraggiungibile ed unico: Harry Kane ha divorato un altro record

La doppietta rifilata ieri in Champions al Pafos lo ha incastrato sempre più nella storia del calcio. Harry Kane è già leggenda
Giovanni Poggi

Con la solita nonchalance anche ieri sera in Champions, Harry Kane, ha dominato. Due gol alla matricola Pafos – nel match poi terminato 5-1 – con la solita disarmante scioltezza, e via di record, ancora e ancora. Nella notte di ordinaria amministrazione del Bayern Monaco a Limassol, l’attaccante inglese ha aggiornato i propri numeri, e non solo con la maglia dei bavaresi, dove con i due di ieri è salito a quota 102 gol in 105 partite (riducendo anche il gap, gol segnati in rapporto alle partite giocate), ma anche nel torneo.

Oltre a tenere testa a Kylian Mbappé, che sempre ieri con il suo Real Madrid ha fatto a fette la difesa dei kazaki dell’Almaty, toccando quota 5 reti dopo due gare in questa edizione della Champions, una in più realizzata dall’ex Tottenham (4), Kane, in sole 26 sfide disputate col Bayern ha infatti già eguagliato il numero totale dei gol segnati nella competizione con la maglia degli Spurs, con cui però è sceso in campo 6 volte in più (32 contro 26).

Insomma, più il tempo passa e più Kane migliora: come il vino… Così, dopo 17 rigori su 17 segnati in Bundesliga (come lui nessuno), i 100 gol in 104 partite tutti con una singola squadra (il più veloce di sempre a riuscirci), ecco un altro record, personale, ma pur sempre un record, da aggiungere ad una bacheca già fittissima di riconoscimenti.

Kompany: “Ha fame interiore, dovuta ad anni senza titoli”

E sul perché Kane stia continuando a dominare di settimana in settimana, nonostante l’età avanzi, il suo allenatore al Bayern, l’ex capitano del City Vincent Company, ha svelato uno dei possibili motivi…

“Ha dimostrato ancora una volta come si sente in questo momento. E lo ripeto ancora e ancora, ma soprattutto il modo in cui lavora a ritroso: forse è anche una fame interiore dovuta a molti anni di frustrazione senza titoli. Se ora vince record e titoli, allora andrà tutto bene”.

Solo fame? Anche sì, ma non solo quella. Dietro ad una macchina da gol come lui, però, c’è anche lavoro, tanto lavoro, applicazione, serietà e sconfinato talento.

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