Eden Hazard

La nuova vita di Hazard: “Mi sento più un tassista che un calciatore”

L’ex stella di Chelsea e Real Madrid parla della sua routine quotidiana dopo aver appeso gli scarpini al chiodo
Vincenzo Lo Presti
Eden Hazard (Getty Images)

L’ex stella di Chelsea e Real Madrid parla della sua routine quotidiana dopo aver appeso gli scarpini al chiodo

Eden Hazard
Eden Hazard (Getty Images)

È un Eden Hazard senza veli quello che si racconta in un’intervista al tabloid inglese The Guardian. Ritiratosi ormai da 3 anni, l’ex campione belga racconta un lato molto personale della sua vita dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Il classe ‘91 confessa di sentirsi “più un tassista che un calciatore”, riferendosi alla sua routine quotidiana fatta di accompagnamenti dei figli e vita familiare, piuttosto che allenamenti e partite. Vive a Madrid con la moglie e i cinque figli, e si dice serenamente soddisfatto della sua nuova fase, dove il focus è la famiglia e la semplicità della vita di tutti i giorni. Questa riflessione riflette il distacco dal mondo del calcio ad alto livello e l’accettazione di un ritmo più lento e appagante: “La vita passa velocemente, devi godertela non solo nel calcio, ma in tutto”, spiega Hazard, ricordando le tante sfide affrontate nel corso della sua carriera.

Hazard tra presente e passato

Oltre alla sua routine attuale, Hazard parla con affetto anche della sua carriera, segnando i momenti che lo hanno reso celebre. Ricorda con orgoglio gli anni al Chelsea, dove ha vinto titoli e ha espresso il suo miglior calcio, e anche la sua esperienza al Real Madrid, definendo “incredibile” essere parte di un club che vince tanto, anche se gli infortuni ne hanno limitato le presenze. L’asso belga non cerca grandezza o leggenda nei racconti pubblici, ma desidera essere “ricordato come un buon giocatore e una persona divertente”, sottolineando che, pur non essendo più una stella del calcio, mantiene rispetto e amore per lo sport che lo ha fatto conoscere al mondo.

Hazard e la sfuriata di Mourinho

L’ex stella mondiale del calcio parla poi del rapporto con José Mourinho, tecnico che lo ha allenato al Chelsea: “Ricordo una volta, durante il primo anno in cui arrivò lo Special One, andai a Lille per vedere una partita e persi il passaporto al ritorno. Non mi permisero di tornare in Inghilterra e persi l’allenamento. Tornai verso le 14:00. Quando la sessione era finita e dovetti scusarmi con lui. Fu un momento davvero brutto per me. La settimana successiva mi ha tirato fuori dalla squadra e ha detto che era colpa mia, ma nel weekend ero di nuovo in campo e tutto andava bene”.

La regola di Hazard

Dopo aver indicato le differenze principali tra la Premier League e la Liga e sottolineato il rammarico per non aver vinto nulla in Nazionale, Eden Hazard ha chiaro il piano per far crescere i giovani: “I ragazzi di oggi adorano la PlayStation e YouTube. La mia regola numero uno sarebbe: andate a giocare per strada, giocate a calcio e divertitevi con gli amici. Magari niente scuola il venerdì: solo dal lunedì al giovedì, e poi si gioca a calcio per tutto il weekend”. Alla domanda sul compagno più sottovalutato non ha dubbi: “Ho sempre pensato che Mousa Dembélé fosse uno dei migliori centrocampisti di quella generazione. Non si parlava molto di lui perché non segnava gol, ma i tifosi della Premier League sanno che era un giocatore di altissimo livello”.

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