Lazio, ora Gudmundsson deve risorgere: i numeri sono dalla sua parte
L’esordio con gol è il modo giusto per iniziare una nuova avventura: Albert Gudmundsson ora può tornare ai fasti di Genova

“Sono davvero motivato per questa stagione, giocare per questo club bellissimo, mostrare che sono ancora il giocatore di sempre“. Queste erano le parole scelte da Albert Gudmundsson per presentarsi ai tifosi della Lazio. Il trequartista islandese si era detto carico nell’affrontare la sua terza avventura italiana, quella in cui deve dimostrare una volta per tutte di che pasta è fatto. La motivazione di cui parla si è vista fin da subito. Subentrato nel ruolo di mezzala poco dopo il pareggio della Lazio contro l’Udinese, non ha fatto sentire l’assenza di Frattesi. Anzi, lo ha sostituito alla perfezione. Uscito poco dopo il gol del pareggio, il numero 16 ha fatto spazio a Gudmundsson che si è subito messo in proprio e, all’80’, con un inserimento simile a quelli del centrocampista romani, ha colpito di testa su cross di Doekhi mettendo in rete il gol della vittoria.
La Lazo cerca il Gudmundsson di Genova
Le motivazioni ci sono. La qualità non manca. Albert Gudmundsson rischia di essere uno dei più grandi ‘What if’ della Serie A recente. La Lazio deve impedirglielo. Arrivato in prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina, il classe 1997 deve dimostrare alla dirigenza biancoceleste di meritare la conferma. A Roma le aspettative sul suo conto solo alte. Lui stesso pretende molto da sé. Il gol contro l’Udinese è il modo giusto per iniziare. Ma è anche un piccolo tassello di un lungo puzzle che dovrà riportarlo ai livelli di tre stagioni fa, quando con il Genoa si prendeva la scena a suon di gol e assist. In rossoblù sono 87 le partite giocate tra Serie A e Serie B: 31 i gol segnati, 10 gli assist. La sua migliore stagione in Serie A è la 2023/2024, quando da trequartista alle spalle di Retegui segnò 14 reti, servendo 4 passaggi vincenti. Numeri che alla Lazio sperano possa ripetere, nonostante i due anni a Firenze siano fonte di preoccupazione.
Chiamatelo ‘Golmundsson’
Qualche certezza, però, Albert Gudmundsson la può garantire. Tra infortuni muscolari, problemi extra-calcistici e cambi di ruolo, il nuovo acquisto della Lazio ha sempre segnato. A Firenze è mancata una stagione da protagonista, ma nei due anni vissuti in Toscana ha giocato comunque le sue 81 partite (la Viola era impegnata anche in Europa), segnando 19 gol e servendo 9 assist. Nella carriera di Gudmundsson la capacità realizzativa è una costante. La scorsa stagione ne è l’emblema. Nonostante le critiche e le difficoltà ha segnato 10 reti stagionali tra Serie A, Coppa Italia e Conference League, aggiungendoci anche 6 assist. Il gol all’esordio con la Lazio non è, quindi, casuale.
L’incognita del ruolo
A Roma se ne aspettano altri e si aspettano anche che Gudmundsson si guadagni al più presto la titolarità. L’incognita resta il ruolo. La Lazio non gioca con il trequartista. A sinistra c’è l’intoccabile Zaccagni. A destra Cancellieri e Isaksen. Potrebbe fare il falso nuove, ma sarebbe una novità per lui. Quindi? Dove vedremo Gudmundsson? L’esordio è arrivato da mezzala, ma per Gattuso lui può giocare ovunque. “Noi vogliamo andare sui riferimenti ed essere aggressivi. Albert può giocare ovunque. In fase di attacco ci piace portare più uomini possibili. Frattesi negli ultimi 10 minuti non ne aveva più. Gud lo abbiamo provato ovunque, può far tutto“. Più nette le dichiarazioni di Gudmudnsson che, invece, una preferenza sembrerebbe averla: “Dove voglio giocare? Il più possibile in campo! Il mio ruolo preferito è sulla trequarti. Sto cercando di adattarmi per aiutare la squadra”.