L’ultima estate azzurra del Gallo, tra dubbi e pensieri. E il suo futuro dove sarà?

Il campionato vinto con la paura di restare fuori dai 12 del Poz, l'addio dolceamaro alla Nazionale e i pensieri sul futuro che incombe... Il Gallo si è raccontato, rivivendo gli ultimi attimi in maglia Italbasket
Giovanni Poggi

No, non è stato l’addio all’Italbasket che il “Gallo”, Danilo Gallinari, avrebbe sperato o sognato. Amara, parecchio, l’ultima con la Nazionale, coincisa con l’addio del Poz e dalla prematura eliminazione all’Europeo, giocato bene a tratti, senza mai convincere, pur chiudendo secondi in un girone sì competitivo, ma non certo di ferro, con una Spagna in piena rifondazione, una Georgia esperta ma stanca, una Bosnia non certo in versione corazzata, i “rookies” di Cipro (a partecipare solo perchè tra i Paesi ospitanti) e poi la Grecia, unica avversaria realmente superiore agli azzurri.

Così, dopo la fase a gironi, ecco la Slovenia di Luka Doncic, a spegnere le timide speranze azzurre di arrivare a medaglia, dopo una gara tutta ad inseguire e dove il Gallo è stato tra i pochi a lasciare il segno. Peccato, perché con lui, Belinelli, Bargnani e altri, si sarebbe potuto e dovuto vincere qualcosina in più, o comunque arrivare quantomeno in fondo e poi giocarsela. Invece, nonostante l’apporto ad intermittenza degli “NBA”, l’Italia saluta questi 10/15 di anni di competizioni tra i rimpianti e il rammarico di aver raccolto soltanto beffe.

E adesso? E adesso sotto con Banchi e l’ennesimo nuovo ciclo. Senza Gallinari, che già, qualche dubbio riguardo alla sua partecipazione all’ultimo europeo, lo aveva silenziosamente nutrito mesi prima.

“Ho temuto che il Poz non mi volesse”

Sensazioni riportate nero su bianco in un’intervista concessa dallo stesso Gallinari al Corriere della Sera. “C’è stato un momento in cui non sapevo se avrei fatto parte della squadra – ha raccontato il Gallo -. La situazione è stata delicata fino alla telefonata in cui mi ha detto che sarei stato uno dei 12 per l’Europeo. Come ho vissuto l’attesa? Male, non pensavo che ci fossero dubbi su di me”.

“Ero scombussolato – ha poi proseguito – non mi era mai capitata una cosa del genere. Pozzecco è stato onesto nello spiegarmi che cosa volesse, ho appianato tutto, accettando il ruolo proposto: preferisco che le cose mi siano dette in faccia”. Il ruolo del veterano, che da una mano quando serve, questo è stato il ruolo riservatogli ad Eurobasket dall’ex ct dell’Italia. Tant’è che solo nell’ultima sfida contro la Slovenia s’è visto un minutaggio importante, perché prima il suo impiego era stato fortemente limitato.

Poi la sconfitta e l’addio, fatto però di non soli rimpianti, come ha voluto sottolineare Danilo. “Se ripenso anche all’ultima estate, dico che ci sono stati diversi aspetti positivi, ma non nascondo di aver immaginato che potessimo andare più avanti. C’abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti ed è stato un vero peccato.

“Al netto di tutto – aggiunge – sono ugualmente contento: è stato un mese intenso, spensierato, in un gruppo nel quale si stava bene. Certo, a posteriori so che la “nostra” generazione, quella mia, di Belinelli e Bargnani e via dicendo, verrà ricordata come la generazione degli “zeru titoli”. A chi me lo fa notare rispondo così: quante estati siamo riusciti a giocare tutti e tre assieme, in 13 anni? A me risulta due. E se aggiungiamo compagni quali Melli, Datome e Hackett, la risposta è zero. Non si crea un gruppo vincente senza la continuità. Il rimpianto vero è l’Europeo del 2015 a Lille: lì davvero il podio era possibile”.

Il futuro del Gallo

Dopo la parentesi azzurra (l’ultima) e il titolo vinto in Porto Rico, il Gallo guarda al futuro, che quasi sicuramente non sarà in NBA. Ma dove allora? “Difficile che possa rientrare – conclude -. C’ho sperato lo scorso anno, poi però è arrivata la proposta di andare a Porto Rico e sono stato felice di aver avuto l’opportunità di fare questa esperienza. Tornare in Europa al momento non è una via praticabile, ma se dovesse svilupparsi in fretta il progetto NBA Europe, allora magari le porte potrebbero riaprirsi più rapidamente”.

“Vedremo, le cose evolvono sempre in fretta. Per ora penso alla mia famiglia: sono tornato a casa, a Miami, e per fortuna Eleonora sta bene dopo tutto quello che ha passato. A novembre allargheremo la famiglia, e quindi di cose da fare direi che ne avrò fin troppe nei prossimi mesi”.

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