Matteoli

Olimpiadi, Matteoli pronto per la storia: “In finale tante cose da mostrare”

Dal terribile incidente di tre anni fa alla finale olimpica: Ian Matteoli è pronto a scrivere la storia
Chiara Scatena
Matteoli

Alla vigilia della finale di Snowboard Big Air, Ian Matteoli si prepara a vivere uno dei momenti più importanti della sua giovane carriera, ricordando al tempo stesso un episodio che avrebbe potuto fermarlo per sempre. Tre anni fa, a soli 17 anni, Matteoli rischiò la vita a causa di un grave incidente in allenamento: lesioni alla milza e all’ileo, emorragia interna e un intervento chirurgico urgente, oggi testimoniato da una lunga cicatrice che va dallo sterno all’ombelico. “All’inizio faceva paura – racconta Matteoli – Oggi quella cicatrice è un promemoria: mi ricorda quanto sono stato vicino a perdere tutto e quanto invece sono stato fortunato”.

L’infanzia da figlio d’arte

Classe 2005, vent’anni appena compiuti, Matteoli è figlio d’arte: il papà Andrea, detto “Matiu”, ha collezionato 17 podi in Coppa del Mondo nello snowboard alpino negli anni Novanta. Cresciuto sulla neve tra Bardonecchia, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti, Ian ha sviluppato sin da giovanissimo una passione per le discipline creative e acrobatiche, favorita dal divieto paterno di cimentarsi nello sci alpino. A soli 13 anni gareggiava già in Coppa Europa, aprendo la strada al sogno olimpico.

Il punteggio della qualificazione

A Milano Cortina 2026, Matteoli è l’azzurro che catalizzerà l’attenzione nello Snow Park di Livigno. Si è qualificato per la finale con il secondo miglior punteggio (174.50), dietro al giapponese Hiroto Ogiwara, e ha impressionato la giuria già al primo tentativo con uno switch backside 1945 da 93.75 punti, il miglior trick visto finora nella competizione. Oggi è l’unico rider europeo in finale, pronto a tentare nuovi trick per stupire nuovamente i giudici.

Le parole di Matteoli

“La sera prima della qualifica ero mentalmente stanco – racconta Matteoli a Tuttosport Devo ringraziare lo staff, perché durante il riscaldamento e la gara mi sono sentito benissimo e ho vissuto l’evento senza pressioni, come un’esperienza da godermi. Nelle ultime gare di Coppa del Mondo ho capito cosa cercavano i giudici e realizzato i trick che avevo in mente, ma in finale ci saranno ancora tante cose da mostrare”.

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