Raspadori, derby caldo: Roma avanti, ma la Lazio ci crede

Soldi freschi e un ruolo da protagonista: i biancocelesti sentono di avere le carte in regola per il clamoroso sorpasso
Iacopo Erba

Soldi freschi e un ruolo da protagonista: i biancocelesti sentono di avere le carte in regola per il clamoroso sorpasso

La Roma ha deciso di aprire il nuovo anno facendo rumore. Come riportato dal Corriere dello Sport, l’intesa con l’Atletico Madrid per Giacomo Raspadori è un segnale chiaro: il club giallorosso vuole anticipare la concorrenza e dare subito un rinforzo a Gasperini. L’operazione, impostata su un prestito oneroso con diritto di riscatto che può diventare obbligo, vale complessivamente 22 milioni e nasce dalla necessità di alzare l’asticella dopo una prima proposta giudicata insufficiente. Il rilancio può dunque essere quello giusto, ma esistono ancora spiragli per la concorrenza e alcuni club stanno cercando di approfittarne.

La carta Sarri

Nel mezzo si è infilata infatti la Lazio, che vuole provarci davvero. I biancocelesti, forti della ormai imminente cessione di Castellanos al West Ham, hanno la liquidità per presentarsi a Madrid e acquistare subito il cartellino del giocatore. L’arma principale resta inoltre mister Sarri, pronto a cucire addosso a Raspadori un ruolo da centravanti mobile, sulla falsariga del Mertens napoletano. È qui che il derby di mercato prende forma, anche se la Roma resta avanti grazie al lavoro impostato nei giorni scorsi.

Cambio marcia

Ora la palla passa a Trigoria. Il sì del giocatore non è ancora totale e pesa l’ingaggio da 3,8 milioni percepito in Spagna, che i giallorossi almeno fino a fine stagione dovranno comunque coprire per intero. Con Atalanta sullo sfondo e il Galatasaray respinto, la Roma deve stringere ancora di più i tempi, blindare l’accordo con l’entourage e chiudere prima che le condizioni cambino. Perché Raspadori, con appena 400 minuti stagionali, vuole giocare. E chi arriva tardi, in questo mercato così frenetico e particolare, rischia di restare a mani vuote.

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