Roma-Atalanta partita speciale: Gasperini sfida il suo passato

Nove anni, un’Europa League vinta, tre finali di Coppa Italia e una qualificazione stabile all’Europa che conta: il passato di Gian Piero Gasperini all’Atalanta non è un semplice ricordo, ma un’eredità imponente che oggi il tecnico affronta da avversario, seduto sulla panchina di una Roma lanciatissima. Arrivato a Bergamo nel giugno 2016, Gasperini trasformò una squadra di metà classifica in una realtà capace di giocarsi ogni anno un posto in Europa: sotto la sua guida la Dea ha centrato tre volte il terzo posto in campionato, ha debuttato per la prima volta nella sua storia in Champions League e ha anche raggiunto gli ottavi della massima competizione europea.
Il trionfo in Europa League e un modello di calcio
Il punto più alto è arrivato nel maggio 2024, con la vittoria dell’Europa League contro il Bayer Leverkusen, un percorso quasi perfetto culminato in una finale vinta 3-0 grazie alla tripletta di Ademola Lookman. Numeri che raccontano un’identità precisa, fatta di calcio offensivo e aggressivo, di record di gol segnati in più stagioni e di un modulo, il 3-4-3 con le sue varianti, diventato un marchio di fabbrica riconosciuto e studiato in tutta Europa.
Roma lanciatissima
Oggi, però, quella storia è alle spalle. I giallorossi arrivano alla sfida con due vittorie su due, otto gol segnati e la porta ancora inviolata, un avvio che ha acceso i discorsi scudetto attorno alla squadra capitolina. Gasperini, però, preferisce restare con i piedi per terra: “I sogni non si soffocano mai, ma quando suona la sveglia la realtà è un’altra cosa. Non sono discorsi da inizio settembre“. Più che una prova di maturità, per l’allenatore quella contro l’Atalanta è una prova di forza e di valore, il primo di tre impegni ravvicinati che porteranno la Roma anche a Istanbul in Champions League e poi a Torino.