Sinner fa la storia dei Masters 1000 e si candida alla doppietta Indian Wells-Miami

Jannik Sinner ha vinto gli ultimi 24 set disputati nei tornei di categoria 1000
Filippo Re

Jannik Sinner ha vinto gli ultimi 24 set disputati nei tornei di categoria 1000.

Jannik Sinner (Getty Images)

In serie positiva da sette incontri nel circuito dopo l’affermazione al 2° turno del Masters 1000 di Miami contro Damir Dzumhur, piegato con un duplice 6-3, Jannik Sinner conferma di avere il potenziale per realizzare il “Sunshine Double”, vincendo a Indian Wells e in California nello stesso anno, impresa che non si verifica dal 2017 quando a realizzarla fu Roger Federer.

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I sette tennisti che hanno vinto Indian Wells e Miami nello stesso anno

Jim Courier: 1991

Michael Chang: 1992

Pete Sampras: 1994

Marcelo Rios: 1998

Andre Agassi: 2001

Roger Federer: 2005, 2006 e 2017

Novak Djokovic: 2011, 2014, 2015 e 2016

Sinner eguaglia il record di Djokovic ai Masters 1000

Il 24enne di San Candido è comunque già entrato nella storia dei Masters 1000, eguagliando il record di Novak Djokovic per numero di set vinti consecutivamente in questa categoria di tornei: opposto al bosniaco, il nostro connazionale ha, infatti, toccato quota 24 (10 a Parigi, 12 a Indian Wells e due proprio in Florida) e, nel caso dovesse conquistare il parziale d’apertura del match di 3° turno contro Corentin Moutet, staccherebbe addirittura la leggenda serba.

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In ogni caso, il n. 2 della classifica ATP non sembra troppo interessato a questo record come dichiarato in conferenza stampa: “Per me la cosa più importante è cercare di migliorare come giocatore. Cercare di mettermi nella posizione di giocare il maggior numero di partite possibile. Tratto sempre ogni avversario nello stesso modo. Cerco di migliorare in campo, di fare del mio meglio, di avere un grande atteggiamento e di provarci fino in fondo. I primi turni non sono mai facili. Sono molto felice. Molte volte i punteggi mentono, non riflettono davvero quello che è stato il match. Preferisco concentrarmi sull’evoluzione come giocatore e sul mettermi in una situazione che mi permetta di giocare il maggior numero possibile di partite”.

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