Un jolly di Gattuso: perché Noslin può diventare un punto fermo della nuova Lazio

Con l'arrivo di Rino Gattuso in panchina e il passaggio al 4-2-3-1, Tijjani Noslin si candida a uomo chiave dell'attacco biancoceleste grazie alla sua incredibile duttilità tattica.
Marco Ercole

Il cambio di guida tecnica in casa Lazio, con l’approdo di Rino Gattuso sulla panchina bianceleste, si porta dietro una profonda rivoluzione dal punto di vista tattico. Il nuovo allenatore ha infatti in mente un cambio di modulo, progettando il passaggio al 4-2-3-1. In questo nuovo scacchiere, la carta migliore del mazzo offensivo rischia di diventare Tijjani Noslin. L’olandese, che nell’ultima parte della stagione con Maurizio Sarri si era già rivelato uno dei pochi a sapersi accendere in un reparto spento, possiede una caratteristica unica: tra tutte le pedine a disposizione, è l’unico in grado di occupare indifferentemente tutti e quattro i ruoli d’attacco previsti dal nuovo assetto. Una duttilità che lo candida a diventare un vero e proprio osservato speciale durante il prossimo ritiro estivo.

Storia di un reparto in bilico e di una cessione sfumata

Il reparto avanzato della Lazio si appresta a vivere un vero e proprio bailamme di mercato, tra addii quasi certi e scommesse da rilanciare. Daniel Maldini, salvo colpi di scena, non verrà riscattato a causa della mancata qualificazione del club alle coppe europee. Anche la posizione di Boulaye Dia resta fortemente in bilico, mentre Matteo Cancellieri è un altro nome ormai vicinissimo all’uscio. Al contrario, l’attaccante Petar Ratkov spera in un rilancio profondo grazie al cambio di allenatore, una linea che sposa appieno la volontà del presidente Lotito e del direttore sportivo Fabiani. In questo scenario di totale incertezza, la permanenza di Noslin appare invece salda. Eppure, il suo destino a Roma è stato spesso sul filo del rasoio: nell’estate del 2024 il club lo aveva praticamente ceduto al Psv Eindhoven, un affare poi saltato e cancellato a causa del blocco del mercato che avrebbe impedito alla Lazio di sostituirlo. Anche a gennaio si era parlato di possibili scambi in Italia o di un ritorno in Olanda, sponda Ajax, ma il costoso investimento da quasi 18 milioni di euro versati nelle casse del Verona nel 2024 verrà difeso, a meno di offerte davvero irrinunciabili.

Da vice-Zaccagni a centravanti: la scalata dell’olandese

A convincere la dirigenza a confermarlo sono state proprio la costanza e la versatilità mostrate sul campo. Se l’exploit più luminoso resta la tripletta rifilata al Napoli di Conte negli ottavi di finale di Coppa Italia (il 5 dicembre 2024), Noslin ha dimostrato fin dai tempi di Baroni di saper fare tutto. Era partito come esterno destro, per poi essere impiegato sulla fascia opposta come vice-Zaccagni. Sotto la gestione Sarri il suo spazio è progressivamente aumentato a partire da gennaio, fino a conquistare la titolarità fissa ad aprile, giocando persino la semifinale di ritorno e la finale di Coppa Italia sia come ala sinistra che al centro del tridente. Ha fatto la seconda punta in appoggio a Castellanos o Dia e, all’occorrenza, il centravanti puro con Pedro alle spalle. Ora la palla passa a Gattuso, che dovrà studiarlo in ritiro per capire dove collocarlo all’inizio, ma una cosa è certa: Tj vuole scrollarsi di dosso il ruolo di semplice comparsa e prendersi definitivamente la Lazio.

Potrebbe interessarti

Sinner campione anche nella sconfitta al Roland Garros ma il programma era sbagliato
A posteriori il calendario di Jannik Sinner prima del Roland Garros era troppo affollato
Il risveglio di Berrettini: unico finalista Slam nella parte alta del Roland Garros
Berrettini è l’unico finalista Slam superstite nella parte alta del tabellone maschile del Roland Garros
Jonas Vingegaard
Grandi Giri, Jonas Vingegaard: 47 giorni davanti a tutti
Specialista delle corse a tappe, il danese ha nel mirino la Tripla Corona
Il giorno più buio per Sinner: crampi e ko con Cerundolo al Roland Garros
In vantaggio per 6-3 6-2 5-1 Sinner si arrende a Cerundolo al 2° turno del Roland Garros
Ben Tara lascia Perugia dopo tre anni e 10 trofei
L'esperienza italiana dell'opposto tunisino-polacco è stata davvero brillante
Le lacrime di Paolini al Roland Garros fanno il giro del mondo: ecco cosa è successo
Paolini lascia il Roland Garros dopo essere arrivata a un passo dalla vittoria con Sierra
Roland Garros 2026, Djokovic leggendario: record di presenze in un singolo Slam nell’era Open
Djokovic arriva a quota 120 partite disputate al Roland Garros grazie al 2° turno con Royer
Jonas Vingegaard
Grandi Giri: Jonas Vingegaard ha fatto 13!
Martedì 26 maggio il danese ha collezionato la cinquantaduesima vittoria in carriera
Dani Carvajal, Real Madrid (Getty Images)
Carvajal lascia il Real Madrid: fine di un’era, futuro ancora aperto
Dopo 13 stagioni e 27 titoli, il terzino spagnolo dice addio al club della sua vita. Ma la carriera non è finita: "Sono aperto a tutto"
Donyell Malen, Roma
Roma, Malen trascinatore e futuro: ufficiale il riscatto
Quindici gol, una Champions ritrovata e una città ai suoi piedi: l'olandese è adesso giallorosso a titolo definitivo fino al 2030