Zaniolo, la Fiorentina per risorgere: l’ultima chance di una promessa azzurra

Un’ultima chance per tornare quello di un tempo, per prendere di petto le responsabilità e dare un calcio alle pressioni: a Firenze Zaniolo deve risorgere
Luigi Indaco

Un’ultima chance per tornare quello di un tempo, per prendere di petto le responsabilità e dare un calcio alle pressioni: a Firenze Zaniolo deve risorgere

Nicolò, ci risiamo, per l’ennesima volta sei chiamato a ricominciare. Il giovane talento che avevamo visto sbocciare nella Capitale ormai è solo un vago ricordo, sbiadito da anni di anonimato che hanno seguito quei due disastrosi infortuni al legamento crociato. Due parentesi buie per Zaniolo, due ostacoli forse insormontabili per un ragazzo lanciato sulla strada dei grandi. La Roma doveva essere la parentesi più gloriosa, si è rivelata beffarda, soprattutto per il modo in cui si è lasciato.

Le avventure all’estero

Le avventure al Galatasaray e all’Aston Villa si sono rivelate esperienze troppo ardue per un ragazzo che cercava una piazza serena in cui tornare con calma agli albori di un tempo. In Turchia le cose, probabilmente, non sono andate neanche così male, il Villans però si sono rivelati l’azzardo più grande. Un salto che fisicamente e psicologicamente neanche lui era pronto per fare e che ha pagato caro.

Il ritorno in Italia

A offrirgli la possibilità di tornare a brillare è stata quest’estate l’Atalanta, con il mago Gasperini, dotato della straordinaria capacità di rilanciare anche chi si trova nel buio più totale. Zaniolo vagava senza una meta, Gasp gli ha messo in mano la lanterna per ritrovare la strada perduta, il mezzo per tornare verso la luce. Non è bastato. Atteggiamenti oltre le righe, guai muscolari e solo qualche gol per levarsi la soddisfazione di trasformare in silenzio i fischi dell’Olimpico romanista. Niente di più.

Firenze, insegnagli a risorgere

Gennaio, come due anni fa, è una nuova svolta nella sua carriera. Firenze chiama, Nico risponde. Sa che le chance stanno per terminare, sa che forse la Viola può essere l’ultima per far vedere veramente di che pasta è fatto. A 25 anni ha probabilmente gettato gli ultimi anni della sua carriera, fino a ora non si è neanche avvicinato alle a

spettative che gli appassionati e gli addetti ai lavori gli avevano costruito, mattone per mattone, sulle spalle, appesantendolo di responsabilità che lo ha costretto a cedere, a mettersi in ginocchio davanti alle difficoltà. Ogni partita dev’essere quella della rinascita, ogni gol quello di una nuova pagina della sua carriera, ogni esperienza quella giusta per risorgere.

Nico, affronta le responsabilità!

Troppo per un venticinquenne, oggi, che fin da quando era ragazzo ha dovuto fronteggiare i problemi che altri gli hanno messo davanti, oltre a quelli che lui stesso si è costruito con un comportamento non sempre conforme, anzi, spesso sbagliato. Ora, però, è anche giusto che questa responsabilità la accusi davvero, che la affronti da uomo, mostrando quel che vale, facendo vedere che Nicolò Zaniolo è davvero quel talento di cui si parlava, ma non solo nei piedi e nel fisico, anche nella testa che, seppur in ritardo, è maturata al punto da renderlo grande.

Niccolò Di Leo

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