Haaland, Norvegia, Mondiali

La legge di Haaland: gol a raffica per trascinare la Norvegia

Due tiri in porta e prima doppietta nel Mondiale per il centravanti: nelle ultime uscite ufficiali ha viaggiato a due gol a partita
Iacopo Erba
Haaland, Norvegia, Mondiali (Getty Images)

Due tiri in porta e prima doppietta nel Mondiale per il centravanti: nelle ultime uscite ufficiali ha viaggiato a due gol a partita

Haaland, Norvegia, Mondiali
Haaland, Norvegia, Mondiali (Getty Images)

Erling Haaland continua a riscrivere i confini della normalità calcistica. Contro l’Iraq, all’esordio assoluto ai Mondiali con la Norvegia che si riaffacciava alla competizione dopo ventotto anni di assenza, il centravanti del Manchester City ha impiegato appena due tiri nello specchio per lasciare immediatamente il segno sulla competizione: due conclusioni, due gol per una doppietta che ha spianato la strada al successo norvegese per 4-1. Ancora una volta, quando il livello si alza e la pressione diventa massima, il numero 9 risponde presente facendo quello che gli riesce meglio: segnare valanghe di gol.

Inarrestabile

La cosa più impressionante, però, è che quanto visto contro l’Iraq non rappresenta un’eccezione ma una spietata regola. Con la doppietta mondiale, Haaland ha raggiunto quota 22 reti nelle ultime 11 partite ufficiali disputate con la Norvegia, una serie mostruosa che comprende anche i tre gol rifilati all’Italia durante il percorso verso la Coppa del Mondo. Da mesi il bomber scandinavo sta trascinando il proprio Paese con una continuità quasi irreale, al punto da aver trasformato ogni partita della Norvegia in una sorta di vetrina personale.

Un altro anno super

E mentre il Mondiale è appena iniziato, i numeri stagionali certificano ulteriormente la grandezza del fenomeno nonostante un’annata piuttosto avara di soddisfazioni. Con il Manchester City, Haaland ha chiuso la stagione 2025/26 con 37 gol in 50 presenze complessive, confermandosi ancora una volta tra i bomber più devastanti del panorama internazionale. In Premier League ha firmato 26 reti in 34 partite, laureandosi capocannoniere e mantenendo standard che per la maggior parte degli attaccanti sono pura utopia. A 25 anni, il norvegese è di diritto tra i punti di riferimento della sua generazione.

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