Didier Deschamps ha scritto un’altra pagina di storia dei Mondiali: ecco perché

Didier Deschamps è sempre di più nella storia dei Mondiali. Contro il Marocco, il ct della Francia raggiunge un traguardo molto speciale a livello personale, sognando di arrivare anche a quello più importante di squadra. Tutto il paese punta sulla vittoria della Coppa del Mondo, soprattutto dopo l’ultima sconfitta in finale di quattro anni fa contro l’Argentina di Messi. L’ultimo successo risale al 2018, proprio con Deschamps in panchina. Che ora punta al grande double dal ct dei Blues.
Mondiali 2026, Deschamps fa la storia: i numeri
Intanto, però, ai quarti di finale dei Mondiali 2026, collezionerà la sua presenza numero 25 in un campionato del mondo, eguagliando il record di tutti i tempi. E in caso di nuovo passaggio del turno, supererà tutti salendo a quota 26 (anche 27, contando la presenza della finale per il 3/4 posto). In questa edizione del torneo ha saltato una gara, quella contro la Norvegia. Ha vissuto un momento davvero molto difficile: è venuta a mancare sua madre, per questo è dovuto tornare a casa per assistere ai funerali. È quindi stato costretto a saltare l’ultima gara dei gironi dei Blues, vinta comunque con il vice Stephane in panchina grazie alla tripletta di Dembélé e il gol di Doué (1-4). Da lì poi è rientrato nel continente americano e ha ripreso a lavorare con il suo gruppo, che gli sta regalando nuovamente un percorso splendido ai Mondiali.
Mondiali 2026, la Francia punta la vittoria finale
La Francia è senza dubbio la grande favorita per alzare la coppa, anche più di Inghilterra e Spagna. Il merito è anche e soprattutto proprio di Deschamps, che ha iniziato un ciclo assolutamente positivo con la sua nazionale e che ora chiuderà la sua esperienza in panchina alla fine del torneo. Punta a farlo in grande stile, in particolare a livello di squadra. Anche perché dal punto di vista personale c’è già riuscito: i numeri parlano per lui. Il nome del ct francese è impresso per sempre nella storia della Coppa del Mondo, sia per quanto fatto da calciatore (vittoria finale nel 1998) che da allenatore.