Mondiali 2026, perché l’Estadio Azteca ha cambiato nome per la Coppa del Mondo?
Lo Stadio Azteca (e non solo) ha cambiato il proprio nome esclusivamente per il periodo di Mondiali: ecco perché.

Tra gli impianti più suggestivi che faranno da cornice a questa 23ª edizione della Coppa del Mondo c’è di certo l’Estadio Azteca. Inaugurato nel maggio 1966 è la casa del Club America ma è passato alla storia per in quanto in questo stadio Diego Armando Maradona, durante la rassegna iridata del 1986, mise a segno due dei gol più iconici della storia del calcio. Imponente per struttura e capienza, l’Estadio Azteca è in grado di accogliere 83.264 spettatori, anche se per questi Mondiali la capienza sarà ridotta di oltre 10mila unità (72.766).
Estadio Azteca, nuovo nome per i Mondiali: ecco il Motivo
Quello che è a tutto gli effetti la casa della nazionale guidata da Aguirre sarà uno dei tre stadi messicani che ospiteranno le partite della Coppa del Mondo, oltre lo Stadio di Guadalajara (Estadio Akron) e lo Stadio di Monterrey (Estadio BBVA). Ma proprio in occasione del torneo più prestigioso, a livello calcistico, del panorama globale, l’Estadio Azteca metterà da parte momentaneamente la sua denominazione per diventare il Messico City Stadium. Questo cambio di nome, che come detto sarà sola temporaneo, è stato pensato per essere in linea con le rigide politiche commerciali della FIFA. Secondo il regolamento, infatti, nessuno stadio può esporre marchi commerciali che non siano sponsor ufficiali della FIFA, incluso, anche, il nome dello stadio.
Quali partite sono in programma all’Estadio Azteca
Chiarito il perché del cambio nome, momentaneo, dell’Estadio Azteca, ecco quali saranno le partite che andranno in scena nello stadio messicano per antonomasia. Oltre la già giocata partita inaugurale tra Messico e Sudafrica (2-0 per i padroni di casa), allo Stadio di Città del Messico si giocheranno in totale cinque partite. Tre gare della fase a gironi (Messico-Sudafrica, Uzbekistan-Colombia e Messico-Repubblica Ceca) più due turni a eliminazione diretta, rispettivamente nei sedicesimi e negli ottavi di finale.