Mondiali 2026: Svanberg entra, segna e riscrive la storia della Coppa del Mondo

Mattias Svanberg, Svezia

Grazie al gol messo a segno dopo appena 18 secondi dal suo ingresso in campo, Mattias Svanberg ha riscritto la storia dei Mondiali: il motivo.

Mattias Svanberg, Svezia

Finalmente si è alzato il sipario sulla 23ª edizione della Coppa del Mondo. Una rassegna da record, per numero sia di partecipanti (48) che di partite in programma (104), oltre per essere il primo Mondiale itinerante della storia (Stati Uniti, Messico e Canada). Molte Nazionali hanno già fatto il proprio esordio in questa Coppa del Mondo, altrettante si apprestano a iniziare il proprio cammino. In questi primi giorni di partite sono stati tanti i momenti degni di nota, ma di certo quanto successo in Svezia-Tunisia merita le attenzioni della cronaca. La squadra di Potter infatti si è imposta sulla Tunisia con un 5-1 senza storia, con Mattia Svanberg che, grazie al suo gol, ha riscritto la storia della Coppa del Mondo.

Svanberg, un gol per i libri di storia: il motivo

Subentrato sul 3-1 al posto del centrocampista dell’Udinese Jasper Karlstorm all’84º, Svamberg ha impiegato appena 18 secondi per trovare il suo primo gol in una rassegna iridata. Una rete, quella del classe ‘99, che è finito di diritti nei libri di storia dei Mondiali. Quello del centrocampista del Wolfsburg è infatti il secondo gol più veloce della storia della Coppa del Mondo da parte di un subentrato. Per appena 2 secondi l’ex Bologna non si è preso il primo posto in questa particolare classifica. Posto ancora di Richard Morales che, in Uruguay-Senegal nei Mondiali in Corea nel 2002, trovò il gol dopo appena 16 secondi dal suo ingresso in campo.

Svanberg, gol storico salvato grazie al pallone ufficiale

E pensare che il gol di Svanberg ha rischiato di non essere convalidato. Sul tocco di Isak, l’ex Bologna ha ribadito in porta esultando incredulo dato l’ingresso in campo avvenuto neanche 20 secondi prima. La bandierina del guardalinee, tuttavia, ha trasformato la sua gioia in una grande delusione, almeno finché l’arbitro Pérez non è andato a rivedere l’intera azione al monitor. Qui il chip di Trionda, il pallone ufficiale dei Mondiali 2026, è entrato in azione: se Svanberg era infatti inizialmente partito in evidente posizione di fuorigioco, il tocco del compagno, rilevato dal pallone, lo ha rimesso in gioco. La storia dei Mondiali è dunque salva, grazie al suo pallone ufficiale.

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