
La FIFA ha imposto alla nazionale di Haiti di modificare la maglia che avrebbe dovuto indossare ai Mondiali 2026, giudicando troppo politico il design originale. La divisa, realizzata dall’azienda colombiana Saeta, raffigurava infatti sul petto la battaglia conclusiva della Guerra d’Indipendenza haitiana del 1804, simbolo della liberazione dal dominio francese.
La risposta dell’azienda
L’immagine non ha superato il processo di approvazione della FIFA. Saeta ha accettato la decisione, sottolineando però che il progetto non aveva alcuna finalità politica, ma voleva essere un tributo agli uomini e alle donne che ogni giorno contribuiscono al futuro del Paese. I colori della maglia richiamavano inoltre il mare (blu) e la forza e la passione del popolo haitiano (rosso).
Il reale riferimento della maglia
Il riferimento storico includeva anche il contributo di circa 500 soldati polacchi che, inviati da Napoleone per reprimere la rivolta, finirono per schierarsi al fianco degli haitiani condividendone la lotta per la libertà. Dopo l’indipendenza, Haiti concesse loro la cittadinanza onoraria. La maglia era già stata indossata in amichevole contro il Perù e aveva riscosso grande successo tra i tifosi, tanto da andare esaurita sul sito ufficiale di Saeta.
Non una prima volta per Haiti
Non è la prima volta che simboli storici haitiani vengono contestati: anche il Comitato Olimpico Internazionale aveva chiesto la rimozione dell’immagine di Toussaint Louverture dalle uniformi della delegazione per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ritenendo che violasse le norme che vietano messaggi politici. Considerata la prima nazione indipendente dei Caraibi nata da una rivolta di schiavi vittoriosa, Haiti farà il suo esordio al Mondiale sabato contro la Scozia, prima di affrontare Brasile e Marocco nel girone.