Marocco (Getty Images)

Mondiali 2026, la chiave di Ouahbi: il suo Marocco ricorda il Psg

Un Marocco stile Psg, la Nazionale di Ouahbi è destinata a crescere e stupire anche in questo Mondiale
Niccolò Di Leo
Marocco (Getty Images)

Un Marocco stile Psg, la Nazionale di Ouahbi è destinata a crescere e stupire anche in questo Mondiale

Marocco (Getty Images)
Marocco (Getty Images)

Il Marocco ha sorpreso tutti. Non perché non conoscessimo le qualità di una Nazionale che da qualche anno a questa parte si sta confermando al livello delle migliori squadre al mondo e che è reduce dalla vittoria della Coppa d’Africa (seppur tra mille polemiche), ma per il percorso che sta facendo. Mohamed Ouahbi è arrivato solo a marzo sulla panchina marocchina, ha raccolto lo straordinario lavoro fatto da Walid Regragui e ha aggiunto qualcosa di suo a un ricetta che ha funzionato, sta funzionando e probabilmente funzionerà alla grande anche all’interno di questo torneo.

Il grande lavoro di Ouahbi: il Marocco migliora… ancora

Il Marocco contro il Brasile è andato oltre il risultato. L’1-1 contro la squadra di Ancelotti non è solo un risultato ottimo, visto il livello degli avversari, ma è anche la conseguenza di una squadra qualitativamente forte e che gioca un calcio divertente, appassionante. Il Marocco palleggia. Lo fa dominando su un centrocampo comporto da Bruno Guimaraes, Casemiro e Lucas Paqueta. Alcuni dei giocatori più forti del mondo. Ricorda il Psg, fin dai primi momenti. Batte il calcio d’inizio e spedisce il pallone in rimessa laterale, consegnandolo al Brasile. Ouahbi sfrutta l’atletismo e l’intensità della sua squadra per mettere pressione agli avversari, non lasciarli respirare. E lo fanno bene.

Qualità, personalità e idee: al Marocco non manca nulla

Il Marocco ha la tecnica necessaria per giocare in velocità, per capovolgere l’azione in pochi secondi. Poi ha la personalità. Va al tiro, lo cerca sempre. Brahim Diaz è il faro al centro del campo, ma intorno ci sono giocatori di spessore che gli consento di avere lo spazio di cui necessità per spezzare la linea avversaria. Quando riparte sugli esterni il Marocco fa male e lo fa bene. Sembra un gioco di parole, ma è la descrizione più appropriata. Ricorda il Psg per certi versi perché spinge con undici giocatori e poi ha a centrocampo un regista che gioca con l’esperienza del veterano, ma ha appena diciotto anni. Bouaddi il Vitinha del Marocco. Palleggia, dribbla e lotta con la grinta dei grandi centrocampisti. Ha tutto quello che serve a una squadra, anche quella sana spregiudicatezza che serve per osare, rischiare e portarsi a casa il risultato. Prepariamoci a un grande Marocco.

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