Mondiali 2026, l’esordio degli Stati Uniti sarà un flop? Il dato su biglietti e prenotazioni
Il numero di biglietti venduti e le poche prenotazioni degli hotel creano un clima di incertezza sull’esordio degli Stati Uniti ai Mondiali
Questa sera gli Stati Uniti faranno il loro esordio nel Mondiale. Alle ore 3.00 ci sarà uno dei fischi d’inizio più attesi dell’intera competizione, con Pulisic e compagni che scenderanno in campo contro il Paraguay. Nelle scorse ore Donald Trump, che probabilmente questa sera non sarà sugli spalti per seguire la prima partita della sua Nazionale, ha celebrato l’organizzazione della competizione descrivendola come la migliore di sempre. Tuttavia, in queste ore i dati sembrerebbero smentirlo. Intorno alla Coppa del Mondo e, soprattutto all’esordio degli USA, si stanno sollevando delle polemiche che riguardano la scarsa affluenza agli impianti e le poche prenotazioni che gli hotel americani hanno ricevuto.
Il caso dei biglietti
La partita di questa sera, infatti, rischia di avere pochissimo seguito. Secondo quanto emerge dagli Stati Uniti, infatti, sul sito ufficiale della FIFA i biglietti risultano essere esauriti, ma sul mercato della rivendita ce ne sarebbero ancora migliaia a disposizione su siti e piattaforme di rivendita come: StubHub, SeatGeek e la piattaforma di rivendita ufficiale accessibile dalla pagina della FIFA stessa. A far discutere sono anche i prezzi ai quali si trovano questi biglietti, con cifre che raggiungono perfino i 1.350 euro per le poltrone negli anelli più alti e altri che superano i 6.100 dollari per i posti che si trovano a bordocampo.
Pochissime prenotazioni
La conferma della scarsa affluenza in vista della partita di questa sera arriva anche attraverso le parole di Jackie Filla, amministratrice delegata della Hotel Association of Los Angeles, che a riguardo ha detto: “c’è ancora molta disponibilità di camere”. Le prenotazioni ricevute, infatti, non hanno raggiunto le aspettative sperate. Secondo l’American Hotel and Lodging Association, il 70% degli alberghi della città californiana ha segnalato un numero di camere prenotate inferiore alle stime attese. Il calo, però, potrebbe essere giustificato anche con le motivazioni individuate dagli operatori californiani come: i prezzi alle stelle per i voli aerei e le difficoltà nel reperire i visti di ingresso nel Paese.