Mondiali 2026, perché ci sono stati due differenti trofei della Coppa del Mondo?

Maradona

I Mondiali portano sempre con se tanti aneddoti riguardo le tante Nazionali partecipanti e non solo: eccone uno sul trofeo tanto ambito.

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Tra i tanti aneddoti che le rassegne iridate portano con se, quello relativo al trofeo della Coppa del Mondo è di certo uno dei più interessanti. Il trofeo che ogni capitano della Nazionale vincitrice alza al cielo dopo l’atto finale, non è infatti sempre stato quello che abbiamo visto negli ultimi anni. Il primo trofeo fu introdotto nel 1930, anno in cui la FIFA lanciò il torneo inaugurale sotto la guida di Jules Rimet (il più longevo numero uno della FIFA, dal 1921 al 1954), l’uomo che diede di fatto il nome al trofeo. Il desing del vecchio trofeo era ben diverso da quello moderno. Progettato dallo scultore francese Abel Lafleur, il trofeo raffigurava Nike, ovvero l’antica dea greca della vittoria, che reggeva un calice.

La Coppa Rimet rubata nel 1966: ritrovata grazie al cane Pickles

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la FIFA dichiarò che il dirigente italiano Ottorino Barassi aveva nascosto il trofeo in una scatola di scarpe sotto il suo letto a Roma per impedirne la caduta nelle mani dei nazisti. Nel 1966 però ecco la notizia inattesa: pochi mesi prima dell’inizio dei Mondiali del 1966 in Inghilterra, il trofeo fu rubato durante un’esposizione pubblica, per essere infine ritrovato da Pickles, un cagnolino che la scovò sotto una siepe in un giardino nel sud di Londra.

Altro furto nel 1983: la Coppa Rimet persa per sempre

Il Brasile si aggiudicò definitivamente il Trofeo Jules Rimet nel 1970, dopo essere diventato la prima Nazionale a vincere per bene 3 volte la Coppa del Mondo. Ma le disavventura per la Coppa Rimet non erano ancora finite: nel 1983 il trofeo fu rubato di nuovo, questa volta dalla sede della Federazione calcistica brasiliana a Rio de Janeiro, e non fu mai più ritrovato. Si ritiene che sia stato fuso. A quel punto, la FIFA aveva già introdotto un nuovo design per l’era moderna della Coppa del Mondo.

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