Mondiali 2026, scoppia il caso Var: in USA-Paraguay una decisione storica, ma irregolare
L’arbitro Makkelie ha annullato un’ammonizione dopo il richiamo del Var durante Stati Uniti-Paraguay, ma il protocollo solleva interrogativi sulla correttezza della procedura
Sono bastate quattro partite delle 104 previste dal calendario dei Mondiali 2026 perché si accendessero le prime polemiche. Al centro della discussione, ancora una volta, l’operato degli arbitri e l’utilizzo del Var. Quella che inizialmente era stata accolta come una decisione destinata a entrare nella storia, ossia la prima ammonizione revocata grazie all’intervento della tecnologia in Stati Uniti-Paraguay, sta infatti suscitando numerose perplessità. Con il passare delle ore emerge sempre più chiaramente come la procedura adottata possa non essere stata conforme al protocollo.
L’episodio
Nel corso della sfida tra Stati Uniti e Paraguay dei Mondiali 2026, l’olandese Danny Makkelie aveva ammonito in un primo momento il difensore statunitense Tim Ream per un presunto intervento falloso ai danni di Miguel Almiron. I replay hanno però evidenziato immediatamente l’assenza di qualsiasi contatto tra i due giocatori, mettendo in luce una simulazione del paraguaiano. Dalla sala Var, Carlos del Cerro Grande ha quindi invitato il direttore di gara a rivedere l’azione al monitor. Dopo l’on field review, Makkelie ha corretto la propria decisione, revocando il cartellino giallo allo statunitense e assegnandolo al paraguaiano. Una scelta che era stata inizialmente interpretata come il primo caso di ammonizione cancellata per errore di identificazione del giocatore. In realtà, l’episodio rischia di trasformarsi nell’ennesima controversia legata all’applicazione del protocollo Var.
I dubbi sul protocollo
Dal punto di vista tecnico, la valutazione finale dell’arbitro appare corretta: Ream non commette alcun fallo e Almiron accentua il contatto fino a simulare. Tuttavia, il nodo riguarda la possibilità stessa dell’intervento del Var. Le linee guida prevedono infatti che il richiamo per uno scambio di persona possa avvenire esclusivamente quando l’arbitro abbia sanzionato il calciatore sbagliato. Inoltre, il protocollo specifica che l’infrazione in sé non può essere oggetto di revisione in questo tipo di situazione. In altre parole, il Var può correggere l’identità del giocatore ammonito, ma non modificare la valutazione del fallo, trasformando una punizione assegnata contro un giocatore in una decisione a suo favore. Per questo motivo, il richiamo di Del Cerro Grande e la successiva revoca del cartellino stanno alimentando le polemiche. Al momento, dalla FIFA non è arrivata alcuna spiegazione ufficiale sull’accaduto.