Aveva colpito tutti la storia di Omar Artan, l’arbitro somalo cui è stato vietato l’accesso negli Stati Uniti. La FIFA ora ha preso una decisione per tutelarlo: di cosa si tratta.

L’avventura aila 23esima edizione della Coppa del Mondo conclusa ancor prima di cominciare: è questa la (triste) storia di Omar Artan, l’arbitro somalo arrivato con un passaporto diplomatico e con un visto valido all’aeroporto di Miami, ma fermato prima di entrare e interrogato per 11 ore. “Avevo i documenti in regola, sono semplicemente un arbitro che cercava di vivere il sogno più grande della sua vita” aveva dichiarato Artan al momento del divieto di accesso. La vicenda del direttore di gara non è però passata inosservata, con la FIFA che ha preso una decisione degna di nota per tutelarlo.
La FIFA tutela Artan: la decisione
Accolto come un eroe nazionale al momento del rientro in patria, il nome di Artan è finito sotto la luce dei riflettori, tanto che nei giorni scorsi è arrivata la decisione da parte della Uefa di affidargli la direzione di gara della finale di Supercoppa Uefa tra il PSG e l’Aston Villa. “Artan è un arbitro eccellente, il calcio serve a unire le persone. La Uefa viole esprimere il proprio rispetto per Omar e per le sue eccezionali doti arbitrali, che gli sono valse una nomina così prestigiosa“, ha spiegato Ceferin. Ma c’è di più, anche la FIFA ha deciso di tutelare l’arbitro classe ’92. Artan, nominato miglior arbitro africano dalla CAF nel 2025, infatti riceverà ugualmente il compenso che gli sarebbe spettato per l’avventura ai Mondiali. La cifra che gli verrà riconosciuta, tuttavia, è ancora sconosciuta: il compenso per i direttori di gara infatti viene definito alla fine del torneo, anche in base al numero di partite. Di certo, ciò che conta, non è il salario che Artan incasserà, ma il messaggio di inclusione e unione mandato dalla Uefa prima e dalla FIFA poi.