Milan, che succede? Dal cambio modulo alle difficoltà offensive: i problemi rossoneri

Il passaggio al 4-3-3, la condizione fisica mentale e la scarsa produzione offensiva: le cause del cambio di passo del Milan
Chiara Scatena

Momento difficile per il Milan, passato in poche settimane dalla corsa Scudetto a una qualificazione in Champions tornata in bilico. Nelle ultime quattro giornate sono arrivati solo tre punti: una vittoria sofferta contro il Torino e tre sconfitte contro Lazio, Napoli e Udinese. Ma cosa è cambiato rispetto a un mese fa, quando la squadra di Allegri aveva battuto l’Inter avvicinandosi alla vetta? Dopo quel derby, i rossoneri hanno iniziato a perdere continuità: il ko con la Lazio, il successo faticoso col Torino e la sconfitta contro il Napoli hanno di fatto chiuso il discorso tricolore. Contro l’Udinese, invece, è emerso anche un contraccolpo mentale legato al ridimensionamento degli obiettivi.

I problemi del Milan

A pesare è stata anche la scelta tattica: abbandonato il 3-5-2, il passaggio al 4-3-3 non ha funzionato. La difesa, più adatta alla linea a tre, è andata in difficoltà, così come il centrocampo e i movimenti offensivi. Il risultato è stato un Milan confuso e poco equilibrato. Oltre alla tattica, è calata anche la condizione fisica e mentale: la squadra corre meno e in modo meno organizzato. Alcuni uomini chiave sono in flessione proprio nel momento decisivo della stagione. Modric e Rabiot incidono meno, mentre il caso simbolo è Saelemaekers, fondamentale per gli equilibri della squadra e oggi in difficoltà. Il problema più evidente resta però la scarsa produzione offensiva. Pulisic non ha ancora segnato nel 2026, Leao è a secco da inizio marzo, Fullkrug e Nkunku hanno deluso e Gimenez è rientrato da poco dopo un lungo infortunio.

Stagione complicata per Leao

Proprio Leao rappresenta uno dei nodi principali: pur essendo il miglior marcatore stagionale, ha reso meno delle aspettative ed è finito anche nel mirino dei tifosi. Tra problemi fisici e questioni tattiche, il portoghese è stato spesso impiegato da centravanti, ruolo che non valorizza le sue caratteristiche. Il suo rendimento migliore arriva infatti da esterno sinistro in un tridente, ma il Milan ha dimostrato di non riuscire a sostenere questo sistema con continuità.

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