Bonucci verso una panchina: “Mi ispiro a Conte e Mancini”

L'ex capitano della Juventus, che si sta preparando per il corso Uefa A, potrebbe presto intraprendere la carriera di allenatore: "Se dovesse scattare davvero quel fuoco dentro..."
Giordano Grassi

L’ex capitano della Juventus, che si sta preparando per il corso Uefa A, potrebbe presto intraprendere la carriera di allenatore: “Se dovesse scattare davvero quel fuoco dentro…”

Il debutto tra i professionisti con l’Inter, i prestiti a Treviso e Pisa, il breve passaggio al Genoa nell’ambito degli affari Thiago Motta e Milito, il campionato da protagonista a Bari, il trasferimento alla Juventus che ha formato un binomio colmo di successi – proseguito anche in Nazionale con l’Europeo del 2021 – e al contempo caratterizzato da due bruschi addii: quello al Milan, con il clamoroso dietrofront un solo anno più tardi, e quello definitivo, con la risoluzione del contratto, una causa legale poi interrotta per buon senso di entrambe le parti e le ultime esperienze da calciatore con Union Berlino e Fenerbahce. Ora, per Leonardo Bonucci, si aprono le porte di una nuova vita, sempre sul rettangolo verde di gioco. È lui stesso a raccontare la possibilità di cimentarsi a stretto giro di posta nel ruolo di allenatore in un’intervista concessa a ‘Vivo Azzurro TV”.

Il futuro da allenatore

Futuro da allenatore? L’idea c’è. Al momento sto studiando per prepararmi al corso UEFA A, che mi consentirebbe di poter allenare le formazioni giovanili fino all’Under 20 e le Prime Squadre in Serie C. Se dovesse scattare davvero quel fuoco dentro, quello stesso fuoco che mi ha spinto a voler fare il calciatore, l’obiettivo sarà quello di guadagnarmi la possibilità di allenare un giorno una grande squadra, magari anche la Nazionale“, ha raccontato Leonardo Bonucci.

Le fonti di ispirazione

Chiosa sui modelli avuti in carriera: “Ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi allenatori, ma se dovessi sceglierne due come punti di riferimento per un possibile futuro in panchina sarebbero Antonio e Roberto (Conte e Mancini, ndr). Caratteri completamente diversi, ma tatticamente mi hanno insegnato tanto“.

Giordano Grassi

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